Belotti come Shevchenko, che ne pensate del paragone di Rino Gattuso?

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
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Belotti, per Gattuso è lui l’erede di Sheva

Quando ho visto Belotti calciare la prima volta ho detto a tutti, è come Shevchenko, quando tira prende sempre la porta”, parole e musica di Rino Gattuso. Ospite del salotto Sky di Fabio Caressa l’attuale allenatore del Pisa ed ex illustre milanista, ha parlato così del capocannoniere della serie A. Belotti e Gattuso si sono incrociati a Palermo nella stagione 2013/2014, per le poche settimane che Ringhio è rimasto allenatore del Palermo.” Vieri? Non credo, quando lo vedi calciare mi ricorda Sheva, è uno che non si accontenta mai, segnerà 30 gol quest’anno”, così Gattuso quando gli hanno chiesto a quale degli attaccanti del passato potesse essere accostato Belotti. Effettivamente il Gallo ha qualcosa del grande attaccante ucraino, Pallone d’Oro 2004 magari ancora più forte fisicamente, ma meno tecnicamente. Belotti è il più classico dei numeri 9 vecchia scuola, alla Boninsegna o alla Graziani, completo, segna in tutti i modi possibile e immaginabili. Belotti è un tifoso del Milan dichiarato, magari in futuro vestirà la maglia rossonero, ma per ora Cairo e Mihajlovic se lo tengono stretto. ” Oggi metterei la clausola rescissoria a 150 milioni, così il presidente granata dopo la tripletta di Belotti che ha spazzato via in pochi minuti il Palermo. Durante il club di Sky Gattuso ha continuato a parlare di Milan:” Quando sono arrivato a Milanello la prima volta vedevo Maldini, Albertini e Costacurta ed ero felice, oggi qualcosa è cambiato. Quando ho lasciato il Milan avevo ancora un anno di contratto, ma le cose non andavano come quando c’erano loro, è il segno dei tempi che cambiano”. Gattuso ha anche parlato della notte di Istanbul, dell’incredibile finale di Champions League persa contro il Liverpool:” L’ho presa malissimo, non volevo più saperne più, non è vero che abbiamo festeggiato negli spogliatoi, c’era gente troppo esperta per commettere un errore del genere”. Ringhio ha poi parlato dell’unico avversario che gli ha fatto davvero saltare i nervi:” L’esultanza in faccia a Poulsen? Era scorretto, comportarsi male con Kakà era impossibile, è un ragazzo così buono che non faceva male ad una formica, forse ho sbagliato, ma non ce la facevo più”.  Gattuso,Sheva, Kakà, il Milan di oggi, alla ricerca di sé stesso, avrebbe bisogno di questi grandi uomini, prima che grandi campioni, la nostalgia rossonera aumenta, con uno Juve-Milan alle porte, ancor di più.

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