Bonifazi, dalla Spal al Torino sognando l’azzurro con Ventura. Mido ci riprova come allenatore

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
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Bonifazi, ecco il pupillo di Ventura

E’ una delle colonne della Spal che sogna la promozione in serie, Kevin Bonifazi da Rieti è la grande novità tra i giovani difensori italiani. Classe 1996, 187 cm, Bonifazi è uno dei profili più interessanti tra i giovani difensori, una razza sempre più in via di estinzione. Dopo le giovanili nel Siena Bonifazi entra nell’orbita del Torino, che lo manda in prestito prima al Benevento e poi alla Casertana. Ma è in questa stagione che Bonifazi ha la sua consacrazione, con la Spal di Leonardo Semplici che fa accendere i riflettori su di lui. Tanto che il Torino ha pensato bene di blindare il giovane difensore con un lungo prolungamento di contratto. Forte fisicamente, bravo ad impostare l’azione anche da dietro su Bonifazi anche Ventura ha concentrato le sue attenzioni. Il c.t. azzurro ha già convocato Bonifazi per l’ultimo stage azzurro, rimanendo favorevolmente impressionato dal giovane difensore. Per ora il futuro granata è un punto fisso dell’Under 21 di Gigi Di Biagio, per la nazionale dei grandi c’è ancora tempo. Considerando che Barzagli e Chiellini hanno abbondantemente superato i 30 anni e che Bonucci sta per farlo, lì dietro c’è posto. Molto probabilmente Bonifazi sarà un titolare della difesa del Torino della prossima stagione. In questo campionato più volte la difesa granata è sembrata fragile, bisognosa di giocatori di maggior qualità rispetto a quelli attuali. Il rinnovo fino al 2022 è un chiaro segnale di quanto la società del presidente Cairo creda nel giovane Bonifazi. Ventura lo conosce bene per averlo visto allenarsi molto giovane in granata. Magari dopo la prima stagione al Torino Bonifazi potrà già avere il visto per la Russia, sperando che la nazionale si qualifichi per il Mondiale e che il giovane Kevin continui a crescere, non in altezza.

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Bonifazi sogna l’azzurro, Mido ora ci riprova in panchina

Nei primi anni 2000, ancora adolescente, Abdelamid Hossam Ahmed Hussein, in arte Mido, egiziano, era il gemello di Zlatan Ibrahimovic all’Ajax. Anzi c’era chi giurava che tra i due il vero top player sarebbe diventato l’egiziano dal fisico possente e dai piedi raffinati. Talento tanto, disciplina poca, questo è stato il vero limite della carriera di Mido, che nell’estate 2004 sbarca a Roma, sponda giallorossa. E’ un anno particolare per la Roma, Cesare Prandelli si dimette dopo pochi giorni dall’inizio del ritiro estivo, arrivano prima Rudi Voeller, poi Gigi Del Neri, infine Bruno Conti. Mido racimola 8 presenze in campionato, 1 in Coppa Italia e 4 in Champions League, non realizzando nessun gol. Inevitabile l’addio a fine stagione, Mido se ne va a Londra al Tottenham, poi Wigan, Middlesbrough, un parentesi in patria con lo Zamalek, poi West Ham, ancora Ajax e Barnsley. Tante squadre, pochi gol, prima del prematuro ritiro a 30 anni per colpa di vari problemi fisici. Nel 2014 Mido comincia la sua carriera da allenatore, in Egitto con lo Zamalek, poi Ismaily e Wadi Degla. A 34 anni Mido oggi è un giovane allenatore che prova a fare meglio di quanto fatto da calciatore, mentre il suo ex gemello Ibra è ancora protagonista sui campi di mezzo mondo, qualcuno forse si sbagliava ai tempi dell’Ajax. Proprio in questi giorni Mido ha rivelato che era lui destinato alla Juventus, mentre Ibrahimovic doveva andare a Roma. Una telefonata di Mino Raiola, già allora molto potente soprattutto in Olanda, cambiò i destini dei due giocatori. Le sliding doors del calciomercato sono così, magari alla Juventus la storia di Mido sarebbe stata diversa, di sicuro per com’è andata per la Juve è stato decisamente meglio così

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