Closing Milan e la scalata di Galliani: “Non farò nulla all’insaputa di Berlusconi”

Pubblicato il autore: Gioacchino Moncado Segui

Closing Milan

In attesa del closing da parte della cordata cinese facente capo a SES ieri, giorno in cui era atteso il versamento della terza caparra da 100 milioni di euro, l’attuale amministratore delegato del club rossonero Adriano Galliani ha “ridimensionato” le voci relative ad un suo possibile interessamento alla scalata del Milan. Era stato ieri il QS ad ipotizzare un’azione guidata dallo stesso Galliani e condotta insieme ad altri investitori, tra i quali il patron di Diesel Renzo Rosso ed uno tra i fondi gestiti da Mendes o Doyen con l’obiettivo di tentare la scalata alla dirigenza rossonera.

Closing Milan , le dichiarazioni di Galliani

“Pensare che io possa fare una scalata al Milan è come dire che Trump è a capo dell’Isis. Ma poi insieme a quali fondi d’investimento? Doyen e quello di Mendes? Non ha senso. Non faccio e non farò mai nulla all’insaputa di Berlusconi perché lavoriamo insieme da più di 31 anni.” Le parole di Galliani, seppur allontanano l’ipotesi del QS, non rappresentano una chiusura definitiva verso un’iniziativa che avrebbe davvero del clamoroso. D’altra parte era stato lo stesso Berlusconi ad augurarsi che il Milan fosse venduto ad una persona seria e con il cuore rossonero e le difficoltà incontrate con la cordata cinese potrebbero avvalorare un’ipotesi non proprio irrealizzabile. Considerato che in caso di stop alla trattativa con i cinesi Fininvest rimarrebbe con duecento milioni di euro in cassa (quelli già versati dalla cordata con le prime due caparre) il traguardo della cessione, a livello economico, sarebbe più vicino e quindi non appare azzardato ipotizzare che lo stesso Berlusconi  abbia potuto chiedere agli amici più fidati di trovare acquirenti. In tal senso Galliani potrebbe agire in accordo con uno o più di questi non venendo meno al suo “impegno” di operare in sintonia con lo stesso presidente rossonero…

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