Quagliarella a Le Iene: “Senza stalker sarei rimasto al Napoli, spero di tornarci”

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
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Quagliarella, la verità sul suo addio al Napoli

A sette anni dal burrascoso addio al Napoli ecco che viene fuori la verità sull’addio di Fabio Quagliarella al Napoli, in una lunga intervista alle Iene l’attaccante della Sampdoria ha raccontato tutto. Per cinque anni Quagliarella è statao nel mirino di Raffaele Piccolo, poliziotto della Polizia Postale, che ha perseguitato il bomber costringendolo a lasciare Napoli e il Napoli. Il rapporto tra i due è nato quasi per caso, Quagliarella aveva un problema con il pc, il suo migliore amico, Giulio, chiama Raffaele, esperto di informatica. Da lì nasce un’amicizia, ma da quel momento la vita di Quagliarella è diventata un inferno, il calciatore riceveva lettere anonime, foto di ragazzine nude minacce. Anche la famiglia di Quagliarella era finita nel mirino dello stalker, con telefonate minatoria al padre del calciatore. Quando mi capitava di trovare due o tre chiamate perse sul cellulare di mio padre mi venivano in mente subito pensieri brutti, temendo che fosse successo qualcosa”, così Quagliarella all’inviato delle Iene Giulio Golia. L’allora calciatore del Napoli si rivolse proprio a Piccolo, diventato un amico di famiglia:” E’ lui che conduceva il giochino, il poliziotto ripeteva che stavano per beccare lo stalker, che la conclusione della storia era vicina”.

Una sera di agosto il Napli doveva giocare in Svezia, i dirigenti del Napoli chiamano Quagliarella per dirgli che era stato ceduto alla Juventus e e quella sera non avrebbe giocato. Fabio va sotto la curva dei tifosi del Napoli tentando di spiegare, ma i supporters azzurri gli urlano addosso di tutto, non sapendo cosa ci fosse davvero dietro. A smascherare Raffaele Piccolo è stato il padre di Quagliarella:Secondo me è iss, così mi disse una sera mio padre, infatti poi in Questura ho scoperto che le centinaia di denunce fatte non erano mai state depositate. Mio padre è sveglio, sta avanti, lo dico sempre”. Il calvario di Quagliarella poi si è avviato lentamente alla conclusione, ma il suo rapporto con il Napoli e i suoi tifosi si era ormai deteriorato.

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Quagliarella:” Sarebbe bello chiudere la carriera a Napoli, chissà”

Già nel gennaio 2016 la vicenda stalker era in via di definizione, Quagliarella segna con la maglia del Torino al San Paolo, chiedendo quasi scusa ai tifosi del Napoli. Un gesto che viene male interpretato dai tifosi granata che contestano Quagliarella che quindi lascia Torino per tornare alla Sampdoria.Mi allenavo fisicamente ma la testa non c’era, tanti dubbi e pensieri, la mia storia nel Napoli si era interrotta non per colpa del calcio, dopo ho continuato è vero, ma avrei voluto diventare il capitano della mia squadra del cuore”. Un gol con la fascia di capitano realizzato domenica scorsa con la Sampdoria a Palermo:” Se l’vessi fatto con il Napoli sarebbe stato per la mia gente, nell’anno con gli azzurri ho segnato 11 gol, ma per me valgono 100, perché fatti per la gente che amo”. Quagliarella conclude con un rimpianto e una speranza:” Quando ripercorro la mia carriera penso di aver lasciato qualcosa di incompiuto a Napoli, come quando arrivi davanti alla porta per tirare e ti tolgono il pallone.” Una storia, quella di Quagliarella, che fa capire quanto sia difficile per un calciatore in mostra circondarsi delle persone giuste. Quagliarella è dovuto scappare da Napoli per colpa di una persona deviata, sarebbe bello poterlo vedere segnare ed esultare ancora una volta al San Paolo con la maglia azzurra addosso, ci pensi presidente De Laurentiis.

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