Juve, anche in Champions League la difesa è l’ arma in più

Pubblicato il autore: valerio vitali Segui


La Juve resta la miglior difesa della Champions League, con soli due gol incassati nelle otto partite sin ora disputate. Inoltre i bianconeri sono anche quelli che in Europa hanno subito meno tiri verso la propria porta

Il migliore attacco è la difesa

Come disse Fabio Capello più volte nel corso della sua lunga carriera da allenatore “il miglior attacco è la difesa”. Mai proverbio può dirsi così calzante come per la Juventus, che da quasi sei anni ormai primeggia indiscussa in questa speciale classifica.
Questo discorso più volte è stato legato ai confini nazionali, ma riflettendoci su e osservando con attenzione i dati statistici si può dire che lo stesso vale anche in Champions League, specialmente quando i bianconeri sono impegnati allo Juventus Stadium.

In questa stagione la ‘Vecchia Signora’ ha già giocato in Europa già quattro partite, nelle quali solamente una volta è riuscita a prendere gol (1-1 col Lione, su colpo di testa di Tolisso a 5′ dallo scadere).
Contro Siviglia, Dinamo Zagabria e Porto, Gianluigi Buffon è riuscito sempre a mantenere la propria porta inviolata, anche se a dire il vero ieri sera in un paio di occasioni se l’è vista davvero brutta.
Certo, i più maligni si saranno chiesti: “E se ci fosse stato un Suarez o un Benzema di turno avrebbe davvero sciupato quelle colossali palle gol? Staremmo davvero qui a parlare di “difesa imperforabile?”.
Il bello però sta tutto qui, nel non poter dare una risposta certa, né in senso positivo, né in senso negativo. Ci si potrebbe appellare al fatto che con un altro risultato, Bonucci e Benatia (successivamente anche Barzagli, subentrato proprio al difensore marocchino) avrebbero dimostrato una maggiore attenzione.

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Fatto sta che la Juventus vista in queste due gare valide per gli ottavi di Champions ha davvero mostrato una solidità mostruosa, alzando e abbassando i ritmi a proprio piacimento, guidati naturalmente dalla solita difesa di ferro che da cinque anni e mezzo a questa parte rappresenta la vera arma in più di questa squadra.

Cambiano gli “addendi” ma il risultato è lo stesso

Nei 180′ giocati contro il Porto, Allegri ha messo in campo tutti i difensori centrali a propria disposizione; a Oporto hanno iniziato il match Barzagli e Chiellini (la vecchia guardia), poi nel secondo tempo è subentrato Rugani (probabilmente il miglior giovane difensore centrale italiano in circolazione), mentre ieri sera la coppia di difesa era formata da Benatia e Bonucci (quest’ultimo assente all’andata per i già noti diverbi post Juve-Palermo).

In sostanza, in sole due partite (e che partite) sono ruotati tutti e cinque senza notare differenza alcuna e passi che il Porto per 90′ complessivi ha giocato in inferiorità numerica, ma anche quando si è giocati in 11 contro 11, il reparto arretrato della Juve non è mai andata in affanno.

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Grande aiuto è arrivato certamente dalle corsie esterne (leggasi l’articolo di ieri: Juventus-Porto: i bianconeri se la giocheranno sulle fasce) dove Cuadrado e Mandzukic nella prima frazione di gara hanno sudato sette camicie per aiutare i compagni e in più di qualche occasione anche Dybala e Higuain sono venuti 50-60 metri più indietro a ripiegare (vedasi la grandissima diagonale difensiva al minuto 40 del primo tempo della ‘Joya’), segno questo che per ottenere risultati così eccellenti in difesa deve esserci in primis l’aiuto dell’intera squadra e non solo di uno o due reparti e questo alla Juve si nota come in nessun’altra squadra, per lo meno italiana.

Anche in Europa la musica non cambia, vince chi subisce meno

Sebbene siano in molti i detrattori della filosofia calcistica del “protezionismo” si può affermare con assoluta certezza che anche in Champions League vale un detto che non passa mai di moda, ovvero sia “prima regola: non prenderle”. Estasiati dalla vittoria roboante (ma anche molto “spinta”) del Barcellona sul PSG, in molti addetti ai lavori si sono affrettati ad affermare che come al solito in Europa, o per lo meno nell’Europa che conta, per vincere serve qualcosa in più, serve il bel gioco, servono le trame offensive ben delineate e un gioco sempre propositivo, alla faccia dell’equilibrio tattico e della difesa.

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I numeri però anche qui dicono il contrario e Leicester-Siviglia 2-0: Foxies ai quarti. Gli highlights del match (Video) di ieri sera ne è la controprova, così come lo sono le prestazioni dell’Atletico Madrid in questi ultimi anni, o la vittoria del Chelsea di Di Matteo qualche anno fa.

Non ci si lasci ingannare poi dalla Champions dello scorso anno conquistata dal Real Madrid, perché anche in quel caso le merengue hanno potuto alzare al cielo di Milano l’ambito trofeo proprio grazie alla difesa.
Nelle sei partite ad eliminazione diretta infatti, CR7 & co. hanno subito gol solamente in una sola gara, in Germania contro il Wolsfburg. Inoltre, in entrambe le partite contro la Roma il numero dei gol subiti è stato pari a zero, così come nel doppio confronto in semifinale contro il Manchester City, a testimonianza appunto che il miglior attacco resta sempre la difesa, come spesso accade, anche nel “calcio che conta”.

La Juve è ora nell’urna dei quarti di finale di Champions League ed infine è solo questo che conta, ma sapere di esserci come la miglior difesa del torneo da sicuramente certezze in più alla banda di mister Allegri.

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