Khedira: “Prima la Champions e il mondiale, poi la MLS”

Pubblicato il autore: Alessio Prastano Segui
calciomercato juventus khedira

Mg Torino 30/09/2015 – Champions League / Juventus-Siviglia / foto Matteo Gribaudi/Image Sport
nella foto: Sami Khedira

Il duro lavoro, l’età come fonte di guadagno ed un futuro tutto da scrivere. In una lunga intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica, il centrocampista della Juventus Sami Khedira si mostra fiducioso e propositivo verso quel triplete, che con gli anni comincia ad essere un tabù da sfatare quanto prima per i bianconeri.

Il tedesco Sami Khedira, dopo una prima stagione bianconera costellata da infortuni e ricadute, quest’anno è riuscito a comprendere meglio i ritmi del calcio italiano, ma soprattutto è riuscito a conoscere sé stesso, le reazioni del suo corpo, di fronte alla realtà italiana: “Ho avuto difficoltà mentale e spirituale, ma ne sono uscito anche affidandomi  a persone preparate. Mi confronto continuamente con il mio corpo e dedico giorno e notte al mio lavoro: non è un caso che questa sia la stagione dove sto giocando di più“. In effetti, i numeri testimoniano le percezioni di Khedira: nel suo primo anno in bianconero ha collezionato appena 25 presenze, mentre quest’anno, e siamo ancora a marzo, è arrivato a collezionare 32 gettoni tra campionato e coppe, frutto di un duro lavoro mentale ma anche tattico: “In Italia, ho imparato la flessibilità tattica, ma qui si lavora duro sotto ogni aspetto, con precisione, senza lasciare nulla al caso e questo mi ha sorpreso, non si pensa che in Italia sia cosi“.
Spesso la mentalità nostrana viene sottovalutata e sbeffeggiata all’estero, ma come ammette lo stesso centrocampista della Juventus: “Gli italiani hanno questa reputazione legata alla dolce vita, mentre i tedeschi sono considerati più severi. Ma in realtà è solo un pregiudizio. Qui gli allenamenti sono molto intensi. Ma se noi tedeschi imparassimo a concederci qualche piacere, aiuteremmo la nostra creatività e miglioreremmo la nostra reputazione“.

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E’ un Khedira a tutto campo, quello che si concede a Repubblica. Il centrale di Allegri parla anche della sua età, per molti una caratteristica sfavorevole, ma lui non la vede esattamente da questo punto di vista: “Per me invecchiare è guadagnare. Ho avuto tanti infortuni piccoli e uno grande quando ero al Real Madrid, ma non mi hanno mai segnato. Mi sono affidato a persone preparate, alla medicina alternativa, al training visuale per migliorare la percezione di me“. Una cura maniacale dentro e fuori il proprio corpo per essere sempre al top, paragonando il calcio al diverimento: “Io mi diverto se gioco, e se gioco è molto molto meglio“.

Infine, il centrocampista della Juventus Khedira guarda a quelli che sono gli obiettivi della sua squadra, prospettando un futuro, che però deve aspettare: “Andrò in America, ma non adesso. Voglio giocare ad alto livello per diversi anni ancora. Voglio vincere la Champions. Voglio difendere il titolo mondiale con la Germania e tutto questo non sarebbe possibile andando in Usa o in Cina. Guadagno bene anche qui, tra l’altro“.
Sami Khedira ha le idee chiare. Le sue affermazioni sono la conseguenza di una condizione fisico – mentale, degna dei livelli necessari per giocare nel campionato italiano e nel calcio europeo mondiale nel suo complesso. Allegri ne terrà conto, per raggiungere quella parola bisbigliata sotto voce nello spogliatoio di Vinovo: triplete.

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