Leicester, dalle stelle al baratro

Pubblicato il autore: Simone Paderi Segui

La favola del Leicester potrebbe chiudersi nel peggiore dei modi. Dopo l’esonero di Claudio Ranieri, le Foxes campioni d’Inghilterra rischiano davvero di retrocedere in Championship.

La situazione è paradossale, infatti il Leicester è ancora in Champions League e quindi può ancora aspirare alla vittoria della Coppa dalle grandi orecchie. La situazione è anzi doppiamente paradossale, perché se Ranieri l’anno scorso avesse conquistato solamente la salvezza, ora probabilmente siederebbe ancora sulla panchina del Leicester: siamo di fronte ad un’enorme assurdità, una di quelle create dall’isterismo e dalla pochezza di valori del calcio moderno.

Il Leicester deve far fronte, oltre alle difficoltà che l’hanno portato ad una situazione simile (non sarà l’esonero di Ranieri a cancellarle), anche a quello che pare essere un vero e proprio calendario da incubo. Le Foxes lunedì sera al King Power Stadium dovranno superare il Liverpool, poi il 4 marzo ci sarà lo spareggio salvezza con un Hull in grande forma, l’11 marzo la trasferta in casa dell’Arsenal e il 14 marzo il ritorno di Champions con il Siviglia. In campionato le Foxes devono affrontare, tra le altre, Everton, Tottenham e Manchester City.

Un silenzio assordante da parte dei giocatori del Leicester.

Dell’entusiasmo dell’anno scorso ormai non c’è più traccia, il morale è sotto i piedi, i tifosi sono profondamente amareggiati, anzi scioccati, colui che aveva dato un’anima a questa squadra non c’è più, il Leicester sembra perso.
Se fosse vero quanto rivelato dal quotidiano inglese The Times, ovvero che a spingere la dirigenza del club a prendere questa decisione sarebbero stati quattro giocatori di grande peso nello spogliatoio delle Foxes, Wes Morgan, Kasper Schmeichel, Marc Albrighton e Jamie Vardy, la situazione potrebbe essere ancora più drammatica. Sarebbe forse la prova del fatto che le Foxes, dopo la sbornia della vittoria del campionato, hanno perso la testa. Ranieri ha creduto in giocatori che fino a quel momento non avevano lasciato tracce rilevanti nel calcio che conta, il caso di Vardy è emblematico in questo senso.

Una sorta di conferma di questo fatto è arrivata anche dal mondo dei social, infatti solo Schmeichel dei quattro cospiratori ha subito pubblicato un messaggio per salutare e ringraziare Ranieri sul proprio profilo Instagram. Schmeichel ha anche rilasciato un’intervista alla Bbc nella quale ha confermato di “non aver avuto nessun problema con il tecnico”.

Solo silenzio da parte degli altri tre, fino alle attese parole di Jamie Vardy, diverse ore più tardi, sempre tramite Instagram: “Ho scritto e cancellato questo molte volte. Volevo trovare le parole giuste. Claudio ha e avrà sempre il mio totale rispetto. Tutto ciò che abbiamo ottenuto equivale all’impossibile. Lui ha creduto in me a differenza di tanti altri, per questo avrà la mia eterna gratitudine. Sono stato coinvolto in molte speculazione dopo il suo esonero, totalmente false, infondate e offensive nei miei confronti! Siamo solo colpevoli come squadra di non aver raggiunto i risultati e adesso faremo del nostro meglio per ottenerli. Auguro ogni bene a Claudio, qualsiasi sia il suo futuro. Grazie di tutto Claudio!

In ogni caso c’è troppo silenzio da parte dei giocatori, anche se si tratta di professionisti, sembra decisamente strano che non ci siano state altre reazioni a difesa del tecnico.
Ranieri ieri mattina si è recato alla sede del Leicester per salutare la squadra e raccogliere le proprie cose. “Ora sto bene: spero che quello che abbiamo ottenuto a Leicester possa succedere di nuovo, ma sarà molto difficile. Emozionato? No mi sento normale. Non devo andare a parlare con nessuno, voglio solo dire grazie ai tifosi del Leicester: sono fantastici, grazie davvero”, ha detto il tecnico italiano ai microfoni di Sky Sports.

Stiamo a vedere se le Foxes riusciranno a trovare un po’ d’orgoglio, ma forse, morto il sogno di Claudio, è morto il sogno del Leicester.

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