Lugano, dopo la sconfitta tutti in fabbrica

Pubblicato il autore: Pasquale Quaglia Segui

L’ancestrale critica mossa ai calciatori, milionari e coccolati, è soprattutto quella riguardante il proprio ingaggio. Uno stipendio che, considerati i tanti problemi economici che imperversano, suscita polemiche, a volte, ma soprattutto sbatte in faccia le ampie contrapposizioni della nostra società. Calciatori paperoni e operai che arrancano per arrivare a fine mese. Da qui l’idea bizzarra e simbolica dell’allenatore del Lugano Paolo Tramezzaniper vedere come la gente comune lavora e si suda i soldi” (ndr). Così, all’indomani della sconfitta in campionato, 5 a 2 contro il Thun, il pullman con i calciatori del club svizzero è arrivato a Davesco, nei pressi di una fabbrica di vernici. Orario? Le 6.00, gli operai stavano per cominciare il loro turno in fabbrica, i calciatori sono scesi per conoscerli. Questa la punizione per lo scarso impegno dimostrato in campionato.

Leggi anche:  Sergio Ramos, addio in lacrime al club che lo ha reso grande

L’esempio di Paolo Tramezzani, vecchia conoscenza del calcio italiano
Ideatore della punizione singolare è l’allenatore Paolo Tramezzani, arrivato sulla panchina della squadra svizzera del Lugano, che disputa la Super League, l’equivalente della Serie A italiana, da pochi mesi. Ha sostituito un altro ex calciatore italiano, Andrea Manzo, che aveva sostituito in precedenza Zdeněk Zeman. Prima era il vice di Gianni De Biasi sulla panchina della Nazionale albanese, oltre ad essere un noto e opinionista televisivo di varie trasmissioni sportive. Soprattutto è stato un valente calciatore professionista nei nostri campionati. Uno dunque che sa il valore dell’impegno. Che questo esempio possa servire, non soltanto alla squadra del Lugano.

  •   
  •  
  •  
  •