Serie D: “Campionato già deciso da qualcuno, ora basta”. Si ritira la MadrePietra Daunia

Pubblicato il autore: Francesco Ippolito Segui
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La MadrePietra Daunia. Foto di Antonella Pia Merla, dalla pagina Facebook ufficiale della società

Caos in Serie D: “Siamo oggetto di continue ingiustizie“. Si ritira dal campionato la MadrePietra Daunia dopo il match contro la “raccomandata” Trastevere

Incredibile vicenda nel Girone H della Serie D. La MadrePietra Daunia, squadra di Apricena (provincia di Foggia), ha comunicato di ritirarsi dal campionato dopo una sconfitta casalinga per 0-2 contro la capolista Trastevere.
I garganici in queste ore starebbero recriminando un calcio di rigore non fischiato dall’arbitro Rossetti di Ancona: al 42′ del primo tempo infatti, il calciatore della MadrePietra Bozzi è stato stretto in area dai calciatori avversari Tarantino e Mastromattei. Il rigore è netto, ma l’arbitro ammonisce Bozzi per simulazione. Nella ripresa lo stesso Bozzi verrà espulso per doppia ammonizione, dopo un fallo molto dubbio.

Gli animi sono caldi e la MadrePietra, poche ore dopo la partita, pubblica sulla propria pagina Facebook ufficiale un video-dossier dove mette in mostra i torti arbitrali subiti. La società conclude il post con parole molto forti: “Questo è soltanto l’ennesimo torto arbitrale di cui veniamo fatto oggetto, una persecuzione perpetrata (da parte di chi??) dall’inizio del torneo che ieri ha toccato l’apice con queste SCANDALOSE DECISIONI! CAMPIONATO FALSATO IN TESTA E IN CODA“.

Il comunicato ufficiale della MadrePietra Daunia: “Ci ritiriamo. Una vergogna senza precedenti e senza limiti”

E domenica sera è avvenuto l’annuncio del ritiro dal campionato, comunicato (sempre su Facebook) dal direttore sportivo dei garganici, Corrado Del Giudice. Questo è il comunicato stampa, firmato da Del Giudice: “È davvero difficile trovare le parole per descrivere le sensazioni e i pensieri che affliggono la mente della società MADREPIETRA DAUNIA APRICENA, dei tesserati, dirigenti, tifosi, di una città intera dopo quanto è accaduto nella partita disputata oggi contro la “raccomandata” TRASTEVERE. Una vergogna senza fine che ormai viviamo da mesi. Da tempo siamo oggetto di continue ingiustizie, prevaricazioni e violenze, a volte anche più che verbali, da questi pseudo-arbitri che per assecondare eventualmente quanto si decide, probabilmente, nelle stanze di qualche palazzo ha deciso che la nostra squadra dovrà retrocedere a tutti i costi. Siamo stanchi. TUTTI. Non abbiamo più la forza per reagire. Quanto è accaduto oggi ha dell’inverosimile. Trattati a “pesci in faccia” della terna arbitrale, da un fantomatico commissario di campo voluto dal TRASTEVERE che probabilmente pensava di venire a giocare in Africa, che metteva legge anche alle forze dell’ordine. Partita giocata con amore dai nostri giocatori, distrutta dall’arbitro con episodi che nemmeno in terza categoria si vedono.

Che il TRASTEVERE DEVE VINCERE IL CAMPIONATO LO SANNO ANCHE LE PIETRE perché lo ha già deciso qualcuno da tempo, ma è inconcepibile che si debba distruggere la dignità di una intera città per questi episodi che, oltretutto, irritano e violentano la mente di chiunque per passione si reca da mesi al MADREPIETRA STADIUM. Un rigore netto a nostro favore non fischiato nel primo tempo, confermato nel box stampa nell’intervallo dall’osservatore dell’arbitro, con ammonizione per simulazione (ASSURDA) di un nostro calciatore, quel Bozzi che al suo primo fallo viene ammonito per la seconda volta ed espulso. Contrariamente al Calciatore n. 3 del TRASTEVERE, Pasqui, che fa un fallaccio e che merita di essere ammonito e successivamente espulso per una serie di falli da seconda ammonizione. Nemmeno in terza categoria si vedono situazioni del genere. Ci viene da pensare che con il rigore sacrosanto a nostro favore e con l’espulsione del loro calciatore, il TRASTEVERE non avrebbe vinto. E invece con quella espulsione, quella del nostro Bozzi, col rigore negato hanno decretato la promozione del TRASTEVERE e la condanna della nostra squadra a dover combattere contro un avversario in più. Ci siamo riuniti per più di due ore. Abbiamo visto i filmati, non riusciamo a darci pace e spiegazioni legittime. Negli spogliatoi ci sono state delle proteste veementi da parte di inservienti e volontari. Probabilmente gli arbitri scriveranno che hanno subito minacce di morte e ci ammenderanno oltretutto squalifiche, multe etc. Caro arbitro, commissario e altri nascosti, non vi affannate a scrivere perché dopo questa ferita mortale inferta alla nostra dignità abbiamo deciso di RITIRARE LA SQUADRA così evitiamo di subire per altre 8 domeniche umiliazioni.

Sono troppi i sacrifici che tanta gente fa da 8 mesi e subire questi torti lede la dignità delle persone. ORA BASTA. Chiediamo scusa ai nostri tifosi, ai sostenitori, agli imprenditori, che soffrono più di noi. C’è un limite a tutto.
Ringrazio a nome mio, della Società e dei dirigenti TUTTI I CALCIATORI DI QUESTA MADREPIETRA DAUNIA, ragazzi che ogni giorno sudano la maglia in allenamento per arrivare finanche a sputare il sangue ogni domenica, ragazzi che così vedono infrangere il sogno di raggiungere un obiettivo e festeggiare per averlo raggiunto. A loro vanno anche le nostre scuse. Ma c’è un limite a tutto”.

La replica del Trastevere: “Dispiace che gli amici del MadrePietra si ritirino”

Non si è fatta attendere la replica del Trastevere, firmata dal presidente Pier Luigi Betturri: “dispiace sapere che gli amici del MadrePietra, che vogliamo considerare tali, abbiano annunciato l’intenzione di ritirarsi dal Campionato, e questa Società auspica per un ripensamento a una siffatta, estrema decisione“. Ma la società romana risponde anche alle dure accuse: “la ASD Trastevere Calcio non ammette in alcun modo che la Società possa essere fatta oggetto di insinuanti accuse o becere calunnie in quanto le stesse verranno certamente perseguite nelle opportune sedi. “

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