Stadio Roma, no alla proroga. I cinesi interessati al progetto

Pubblicato il autore: Alessandro Marini Segui
Stadio Roma

Stadio Roma, scontro tra Regione e Comune. Pallotta è tranquillo e apre ai cinesi 

Venerdì scorso con l’annuncio congiunto del sindaco di Roma Virginia Raggi e del direttore generale giallorosso Mauro Baldissoni, la vicenda Stadio Roma sembrava aver imboccato, finalmente, la strada per un esito positivo. Ieri, però, la Conferenza dei Servizi non ha concesso la proroga di almeno trenta giorni chiesta dal gruppo Eurnova (quello del costruttore Parnasi, per intenderci). Il perché è presto spiegato dalla Regione Lazio: al di là delle parole in Via del Giorgione non è arrivato nessun atto ufficiale e nessun nuovo progetto. Quel mese abbondante di proroga chiesto dai proponenti serviva sostanzialmente a non far decadere la Conferenza dei Servizi cominciata lo scorso tre novembre e ad approvare la nuova delibera. Nella serata di ieri sono arrivate le prime dichiarazioni dei protagonisti di questa infinita vicenda: la Raggi ha spiegato che il parere negativo era sul vecchio progetto e che la colpa della mancata proroga è solo ed esclusivamente della Regione, che a sua volta spiega di esser disponibile a fornire al Comune la registrazione della conferenza dei Servizi e di attendere ancora i documenti ufficiali sul nuovo progetto.

Leggi anche:  Inter, Conte non vuole scherzi: vincere a Udine per sognare l'aggancio in vetta al Milan

Ora il Comune di Roma ha tempo fino al prossimo trenta marzo per inviare la documentazione completa con il nuovo progetto, annunciato lo scorso venerdì, e la nuova delibera sull’interesse pubblico. Il cinque aprile, poi, la Regione Lazio si pronuncerà con esito positivo o negativo e chiuderà definitivamente la Conferenza dei Servizi. In caso di parere negativo bisognerà ripartire da zero: novanta giorni di tempo al Comune per approvare il progetto e centottanta per la Regione, in una nuova Conferenza dei Servizi. C’è comunque una sorta di proroga mascherata. Il problema è che in venticinque giorni scarsi è molto complicato portare in Regione il testo della nuova delibera firmato e approvato da tutti gli organi competenti del Comune. Dunque, la costruzione dello Stadio Roma rischia l’ennesimo rallentamento.

Leggi anche:  Roma non mollare, dimentica il derby e riparti

Stadio Roma, Pallotta apre ai cinesi

In attesa di sbrogliare l’ennesima situazione intricata relativa allo Stadio della Roma, il presidente del club capitolino James Pallotta, dagli States, predica calma e si dice sereno sul buon esito della vicenda. Del resto, dopo aver avuto l’ok dal Comune la scorsa settimana, il difficile sembra essere alle spalle. Con una nuova Conferenza dei Servizi ci sarebbe soltanto (eufemismo) un ulteriore slittamento per la costruzione del nuovo impianto giallorosso. Per questo, incassato il parere favorevole di Virginia Raggi, il presidente della Roma si sta muovendo in cerca di nuovi soci per la costruzione dello stadio magari interessati anche all’acquisto di quote del club. Nei mesi scorsi si era parlato di un interessamento di Evergrande, colosso cinese, per le quote societarie della Roma. Presto era arrivata la smentita con un comunicato ufficiale di Pallotta. Ora però, come riporta La Repubblica, la situazione starebbe cambiando: un consorzio di Pechino nel quale ci sarebbero Evergrande appunto, e  Zall & Co sarebbe interessato a finanziare la costruzione del nuovo Stadio Roma per poi puntare ad entrare in società con l’acquisto di una buona fetta di azioni. Al momento sono soltanto rumors ma è ovvio che Pallotta cerca investitori per potenziare la società e i capitali giusti, in questo periodo storico, sembrano essere proprio quelli provenienti dalla Cina.

Leggi anche:  Bologna, a lavoro per Arnautovic: addio alla Cina, vicino ai rossoblù

 

  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: