A Barcellona la Juventus supera la prova del nove: la difesa bianconera è un muro invalicabile

Pubblicato il autore: valerio vitali Segui

Barcellona-Juventus di ieri sera ha fatto emergere definitivamente lo strapotere difensivo dei bianconeri, non solo in Italia, ma anche in Europa.

La migliore difesa del mondo – I numeri difensivi nelle prime dieci partite della Juve in questa Champions League, farebbero accapponare la pelle anche a Nereo Rocco, colui che negli anni 50′ fu il padre del famosissimo “catenaccio all’italiana”.
Andando a spulciare le statistiche infatti, si può vedere che i bianconeri hanno mantenuto la propria porta inviolata per ben otto gare su dieci (come dicono gli inglesi, “Clean Sheet”) subendo la bellezza di un gol ogni 7 ore e mezza nella massima competizione continentale per club.

Se si aggiunge a tutto questo che l’avversario di turno in questi quarti di finale è stato il Barcellona, che detiene con orgoglio il miglior attacco del mondo e che in casa, in Champions, ha sempre vinto nei precedenti 15 incontri casalinghi, il dato si fa ancor più sconcertante, in positivo naturalmente.

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Il passaggio della difesa da tre a quattro uomini dietro pare non aver scalfito minimamente il modo di ripiegare, anzi, Allegri sembra addirittura aver migliorato questo aspetto nel tempo, alla faccia di chi negli anni passati lo ha definito erroneamente un tecnico poco guardingo e mai propenso a curare la fase di non possesso.

In questi ultimi sei anni, ossia da quando la Juventus ha cominciato a crearsi questa fortissima identità, la difesa ha rappresentato senza ombra di dubbio la base più solida sulla quale costruire sapientemente una squadra forte e consapevole dei propri mezzi, che non disdegna a giocare da “provinciale” quando occorre.
Nonostante non ci sia più la BBC al completo nell’undici iniziale (sono rimasti solo i più “giovani” Chiellini e Bonucci) il tecnico livornese non rinuncia a mettere dentro, a partita in corso, anche un altro centrale (spesso e volentieri Barzagli), come in occasione del doppio confronto coi catalani, a dimostrazione che ci si può fidare ciecamente anche di chi subentra o di chi può far fiatare nei momenti di stanchezza, vedasi Rugani nella prestazione altolocata di sabato scorso a Pescara.

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Il paragone con l’Italia del 2006 – A molti, la capacità difensiva di questa Juventus potrebbe far venire in mente le prestazioni dell’Italia Campione del Mondo di undici anni fa, che subì solamente due reti in sette gare, di cui nessuna su azione.
Anche in quella circostanza c’era molta Juve, rappresentata al meglio dai primi due classificati al Pallone d’Oro di quell’edizione, vale a dire Cannavaro e Buffon.
Sì, proprio quel Gigi Buffon, re indiscusso nella storia dei numeri uno, che non si stanca mai delle vittorie sul campo e che, forse affamato per la rincorsa disperata a questa “maledetta” Champions sempre sfuggita per un motivo o per un altro, si vede rimbalzare di qua’ e di là per la porta, difendendo quei pali con l’entusiasmo di un ragazzino.

Buffon che festeggia per un gol sbagliato del Barcellona nel match d’andata

L’eleganza di quel Fabio Canavaro, ai tempi capitano di quella Nazionale, può essere riproposta, in toni leggermente minori, da Leonardo Bonucci, che in questi anni ha concesso davvero pochissime sbavature difensive, limitando in questa doppia sfida un altro Leo, che di cognome fa Messi.
Tolti i panni dell’abile costruttore di gioco da dietro, Leonardo ha indossato la corazza del difensore italiano modello; rude e roccioso quando occorre, abile nel gioco aereo, fortissimo negli anticipi, insomma, degno dell’accostamento proprio con l’altro ex juventino Cannavaro.

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Barcellona-Juventus di ieri sera ha permesso ai bianconeri di superare a pieni voti la prova del nove anche in Europa, dove con orgoglio, grinta e determinazione, proverà ancora a erigere quel muro invalicabile a tinte bianconere.

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