Caro Bomber, scusa il ritardo. I miei personali auguri a Roberto Pruzzo

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui

Caro Pruzzo, spero potrai perdonarmi per questo piccolo ritardo di quasi due settimane dal tuo sessantaduesimo compleanno. Ebbi l’onore (ma temo di essermi dimenticato gli auguri) di intervistarti proprio il giorno del tuo sessantesimo, ed ero molto, molto nervoso. Tu però fosti molto gentile anche se leggermente sbrigativo: non te ne faccio una colpa, ci mancherebbe altro. La tua carriera è stata caratterizzata da due maglie, come ricordi anche nel tuo libro: quella del Genoa e quella della Roma. Hai scordato quella Viola: pazienza, ce ne faremo una ragione. A volte mi diverto a pensare come sarebbe andata quella Coppa Uefa, se tu avessi deciso di giocare ancora per una stagione, invece di fare l’accompagnatore. E soprattutto, chissà come sarebbe finito il Mondiale 1986 se ci fossi stato tu: sogni, che non avranno forse mai una risposta unitaria. Ogni tanto guardo la maglia numero 9 con lo sponsor Crodino, e più che pensare a Borgonovo (col dovuto rispetto e affetto per lui), penso a te, a quel gran gol che facesti a Tancredi in quell’assolato 30 giugno. Quella rete alla Roma fu l’ultima della tua fulgida carriera: tu, che avevi cominciato in rossoblu proprio segnando ai giallorossi: quando si dice il destino. Auguri Bomber, e scusa l’enorme ritardo.

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