Champions League, Barcellona-Juventus: per i bianconeri l’ultimo step europeo passa da qui

Pubblicato il autore: valerio vitali Segui


Barcellona-Juventus è più di un semplice ritorno dei quarti di finale di Champions League per i bianconeri, pronti a superare l’ultimo scoglio psicologico ed entrare definitivamente tra le primissime del calcio mondiale.

Miglior difesa e migliore attacco a confronto – La sfida di questa sera, oltre ad essere affascinante sul piano tecnico e tattico, mette di fronte due squadre con un bagaglio numerico diametralmente opposto.
Da una parte il Barcellona, che con i suoi cento e passa gol tra Champions e Liga può vantare il miglior attacco europeo, dall’altra la Juventus, che grazie alle sole due reti subite in nove partite sin qui disputate nella massima competizione continentale ha la miglior difesa in assoluto.
Come è d’obbligo però, i numeri vanno sì presi in gran considerazione, ma devono anche essere confermati di gara in gara per essere ancora più credibili, per delineare anche le caratteristiche di una squadra.
Sono comunque svariate stagioni che il Barcellona e la Juventus sono conosciute nel mondo per le loro capacità di offendere (i blaugrana) e di difendere (i bianconeri) e quella di questa sera potrebbe rappresentare per entrambe le compagini una vera e propria “prova del nove”.
Quale miglior avversario con il quale misurarsi per la difesa juventina se non il più forte tridente d’attacco del mondo? E lo stesso vale per gli spagnoli, se la si legge al contrario.
Troppo facile vantarsi di aver fatto 7 reti al Celtic o 4 al Moenchengladbach, così come altrettante Messi & co. ne hanno rifilate al grande ex Guardiola nel girone, contro la difesa colabrodo del Manchester City.
Il medesimo concetto può essere espresso per la Juve, che contro il Porto (sia andata che ritorno) ha trovato dinnanzi a sé un attacco davvero sterile, alla stregua di quanto avvenuto nel match con la Dinamo Zagabria (peggiore squadra per rendimento di tutta la Champions League).

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La Juve non è il PSG e lo può provare – Non solo le statistiche sono a favore dei bianconeri per quanto concerne il discorso relativo alla difesa e ai gol subiti, ma anche la mentalità e le consapevolezza della squadra di Allegri sono due aspetti che contano (e tanto) e che hanno rappresentato quello scatto in avanti anche sul piano del gioco.
Dopo la grandissima prestazione di otto giorni fa, è sì aumentata la forza del gruppo, ma alla Juventus mai nessuna vittoria è stata festeggiata a dovere, il mantra del club torinese è sempre quello di rimanere coi piedi ben piantati a terra, sapendo che il 3-0 dell’andata è relativo in un contesto tanto arduo come quello di stasera.

La società, la dirigenza, ma in primis Allegri e lo spogliatoio tutto, sanno che sarà necessario evitare di cadere nella trappola del “bus parcheggiato davanti la porta” se si vuole passare il turno e non gettare alle ortiche quanto di buono fatto a Torino. Ripetere il canovaccio tattico di Emery col suo PSG sarebbe l’errore più grande che la Juventus possa compiere, come ribadito dallo stesso allenatore toscano ieri in conferenza stampa, ma si sa, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, un mare rosso-blu di quasi 100,000 anime che stasera popoleranno il Camp Nou fino al “Sold Out”.

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Stemperare il loro grande entusiasmo, sugli spalti e sul terreno di gioco con un gol (magari anche due) e compiere l’ultimo step psicologico di questa attuale Juventus, che vuole rientrare di prepotenza nella élite del calcio mondiale, rimanere in pianta stabile in prima classe, sfatare quel mito che vede il Barcellona vincere costantemente la Champions League in ogni anno dispari (2009,2011,2013,2015) e delineare un solco ben delimitato nell’era del calcio moderno, nel quale il Barcellona ha sempre dettato legge. In sostanza, la partita di questa sera non ha vie di mezzo, potrebbe rappresentare un’autentica disfatta oppure una partita leggendaria per la Juve, che vuole dimostrare al mondo calcistico tutta la sua maturità, superando quest’ultimo ma definitivo step.

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