Conferenza stampa Sarri, Napoli – Udinese. Noi stanchi, ma che progetto!

Pubblicato il autore: Andrea De Vivo Segui

Sarri in conferenza
Si è conclusa pochi minuti fa la conferenza stampa alla vigilia del match contro l’Udinese. Mister Sarri si è mostrato cauto, parlando innanzitutto del “progetto Napoli” con orgoglio e un po’ di sana umiltà. In chiusura un appunto sul closing del Milan.

“Abbiamo una nostra filosofia di gioco ed una società solida che in sette anni è cresciuta tantissimo. Io credo che ci siano le basi per poter vincere in futuro a Napoli.”
Mister, cosa manca a questo Napoli per fare il salto di qualità definitivo?
A noi no manca proprio nulla, abbiamo 67 punti, stiamo al momento superando il record di punti in campionato e mancano ancora sette partite in cui dobbiamo dare il massimo. La squadra è cresciuta, abbiamo vinto il girone di Champions e non era mai accaduto nella storia del Napoli. In coppa Italia siamo usciti, contro una squadra che negli ultimi 5 anni, ha vinto lo scudetto in Italia, giocando bene e vivendo anche qualche episodio discutibile. Non bisogna dimenticare da dove veniamo, altrimenti sbagliamo valutazioni”.

Sul match contro l’Udinese e le sue insidie.
“Affrontiamo una squadra che gioca bene, ha elementi di qualità ed una grande propositività offensiva, non a caso ha segnato 13 gol nelle ultime 5 partite. Hanno un ottimo allenatore che sa trasferire tanta esperienza e forza al gruppo. Noi veniamo da due settimane in cui mentalmente abbiamo speso tanto e dovremo ricaricare in fretta le energie per dare il massimo anche domani.”
Duvan pericolo numero 1? Ti crea grandi problematiche, da noi sarebbe un’alternativa in certe partite, ma lui chiese la cessione perché voleva giocare di più, non voleva essere l’alternativa. Ha grande fisicità, ma anche velocità e quando trova le condizioni per appoggiarsi al difensore, diventa pericoloso. E’ da tenere lontano dall’area di rigore”.


E’ possibile dire che il Napoli rappresenta una forza filosofica diversa dalle altre, quasi in contrapposizione tecnica?
“Noi abbiamo la nostra filosofia tecnica, altre squadre hanno la loro. Non vogliamo rappresentare contrapposizioni, ma solo noi stessi e la nostra maniera di interpretare le partite. Si parla di Sarrismo come di Sacchi e Guardiola? Credo sia una moda momentanea, ci sono periodi in cui si parla di determinati allenatori. Noi stiamo semplicemente facendo un percorso per il quale non ci possiamo paragonare a questi allenatori e alla portata di certi club”.

Cosa pensa del closing e del passaggio del milan ai cinesi?
“Per loro è sicuramente qualcosa di positivo dal punto di vista economico. Ma io sono all’antica, preferisco l’aspetto sentimentale ed un calcio a dimensione familiare. Il Napoli, ad esempio, è stato preso dalla famiglia De Laurentis in serie C ed è arrivato, in poco tempo e dopo un crescendo progressivo, in Europa, con un bilancio solido e sano. La squadra gioca da sette anni in campo internazionale in modo continuativo, ed è nei posti del calcio italiano che conta, stabilmente. Quindi significa che, al netto dei cinesi, dei soldi e dei fatturati, il lavoro ben fatto paga. E credo sia ancora possibile vincere, con un calcio fatto di sentimenti, umanità e dimensione familiare.”

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