Dario Hubner compie 50 anni, tanti auguri Tatanka!

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
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Hubner compie 50 anni, auguri Tatanka

Dario Hubner compie 50 anni, al Fantacalcio era uno di quello che tutti volevano comprare, perché garantiva almeno 20 gol a stagione. Per tutti Tatanka, Hubner è stato il classico centravanti di sfondamento. Tanti, tantissimi gol, qualche sigaretta e il rimpianto forse di non aver mai giocato per una grande squadra. Nativo di Trieste, con quel cognome tedesco Hubner è diventato un’icona del calcio italiano tra gli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000. Dopo tanti anni tra serie B e serie C tra Pergolettese, Fano e Cesena, nel 1997 il Brescia concede la chance della serie A a Hubner. Il bisonte triestino non tradisce la fiducia delle rondinelle, segnano 16 gol al primo anno nel massimo campionato italiano. L’esordio di Hubner in serie A è quasi da favola. Il Brescia neopromosso sul campo dell’Inter di Ronaldo. Mentre tutti aspettano il primo gol del Fenomeno con la maglia nerazzurra ecco che Hubner fa secco Pagliuca e porta in vantaggio i suoi. Nel finale una doppietta di un altro esordiente in serie A, Alvaro Recoba, capovolge il risultato in favore dell’Inter. Hubner resterà a Brescia per quattro stagioni. Nella sua ultima stagione con la maglia della rondinelle gioca in tandem con Roberto Baggio. Tatanka segna 17 gol, contribuendo in maniera decisiva alla salvezza del Brescia. La stagione 2001/2002 è la migliore di sempre per Hubner. Con la maglia del Piacenza Darione segna 24 gol. In quella stagione il Milan corteggia Hubner, visto che tra i rossoneri Pippo Inzaghi è fermo a lungo per un grave infortunio. Non se ne fece niente, Hubner conclude la stagione con il Piacenza e sogna i Mondiali in Corea e Giappone. Trapattoni però non lo porta con sé in Oriente e per Hubner svanisce il sogno della maglia azzurra. Nell’estate del 2003 Hubner lascia il Piacenza per andare all’Ancona. Esperienza breve quella nelle Marche che si conclude a gennaio. Tatanka scende nuovamente in serie B al Perugia, 13 presenze e 3 reti. L’ultima stagione da professionista Hubner la vive a Mantova, nell’allora C1. Il bisonte triestino giocherà fino al 2011 indossando le maglie di Rodengo Saiano, Orsa Corte Franca, Castel Mella e Cavenago. Stagioni vissute tra Promozione e Prima Categoria. Appese le scarpe al chiodo Hubner comincia la carriera da allenatore, ma questa è un’altra storia.

Hubner compie 50 anni, la verità di Tatanka

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport per i suoi 50 anni Hubner ha svelato qualche gustoso retroscena della sua lunga carriera. Hubner parla della sua mancata chiamata in nazionale ai Mondiali del 2002:”Ci andò Delvecchio e non fu mai schierato. Non aver mai giocato in Nazionale, è l’amarezza della mia vita”. Quando era al Cesena era compagno di un giovanissimo Massimo Ambrosini:”Gli davo sempre addosso, perché non era capace di tirare in porta. Calciava sempre di piatto, mentre col collo del piede non ci arrivava proprio. Però lo stacco di testa e la corsa erano pazzeschi. E non s’è mai permesso di rispondere”. Il primo gol in serie A Hubner lo ha segnato su assist di Pirlo:“In allenamento litigavamo sempre, volevo vincere le partitelle mentre lui perdeva palla a centrocampo per fare certi giochetti, e beccavamo il gol. Ma era un fenomeno, educatissimo, il più forte con cui abbia mai giocato”. Su Mazzone:” Era il tipico allenatore che scherzava quando le cose andavano male e ti massacrava quando andavano bene. Se non lo salutavi per primo ti diceva,  ahò te devo salutà io? Hubner non ha dubbi sul più forte difensore mai affrontato:” Nesta, di sicuro, non facevi  in tempo a pensare di avere il pallone, che già te l’aveva tolto”. Hubner conclude con orgoglio:”Se scambio una delle mie salvezze con uno scudetto? Mai”.

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