Demetrio Albertini e i 6 mesi al Barcellona, quanti ricordi…

Pubblicato il autore: Marco Roberti Segui


Dirigente dell’A.I.C., ex vicepresidente della FIGC, candidato alla FIGC nel 2014 (sconfitto da Tavecchio): questa è stata la carriera dirigenziale di Demetrio Albertini finora. Una carriera non meno prestigiosa di quella da calciatore. In molti in Italia lo associano ovviamente ai colori rossoneri perché è stato una colonna portante del Milan negli anni ’90, quando correva con e per il magico trio degli olandesi. Ma anche in Spagna se lo ricordano bene, e soprattutto in terra catalana. Demetrio Albertini, infatti, ha giocato per 6 mesi al Barcellona. Un tempo esiguo, certo, ma in cui si è formato un bel legame con la città e la tifoseria. E proprio da questo legame che è partita l’intervista rilasciata dall’ex blaugrana ai microfoni di Radio Roma Futura nella trasmissione Radio Barca Italia. “Frank(Rijkard n.d.r.) – spiega Albertini – mi aveva chiesto di portare esperienza all’interno di uno spogliatoi giovane e di prenderlo in mano. Poi si è instaurato questo bellissimo rapporto con la tifoseria e infine abbiamo vinto anche la Liga.“.

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Continuando a parlare del suo Barcellona, Demetrio rivela anche alcuni retroscena sui rapporti con quei giocatori che avrebbero portato più volte la squadra catalana sul tetto d’Europa. In primis Messiche mi fu presentato per primo, quando lui era di ritorno dal mondiale under 19 Poi me lo sono trovato vicino in campo, e dopo averlo visto esordire, tornato in Italia ho pensato che forse avevo visto il nuovo Maradona. E poi quello che ha fatto nella sua carriera lo dimostra“; passando per l’amico Puyol “che era ancora all’inizio, ma gli ho dato dei consigli per farlo crescere e per fargli sfruttare le sue grandi qualità”. Una squadra che, anche per soli 6 mesi, si è affidata al suo faro in campo e non “si sono fidati di me e mi ascoltavano sempre. Mancava un po’ di mentalità vincente: l’unico che aveva vinto era stato Deco fino a quel momento. Però hanno capito che la mentalità vincente si passa anche nello spogliatoio seguendo chi ha già vinto e ha le ricette per farlo.

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A conferma del gran ricordo lasciato da Demetrio Albertini al Barcellona, le parole del presidente Bartomeu allo stesso centrocampista. “Mi ha detto una volta – prosegue Albertini – che non capiva come in 6 mesi fossi riuscito a lasciare un tale ricordo in città. E questo ovviamente mi fa molto piacere“. Poi si passa anche all’attualità con la super sfida di Champions che vedrà impegnato in Barcellona contro la Juve. Albertini pensa che “il Barcellona parte decisamente favorito, ma il calcio è uno sport in cui è impossibile fare pronostici perché questi si ribaltano molto facilmente. Ero allo stadio a vedere l’ottavo di finale al Camp Nou contro il PSG e devo essere sincero, perché è stata una partita strana; una grande impresa sì, ma non ho visto un Brca così pimpante. La Juve rispetto alla finale di Berlino di due anni fa ha forse qualche possibilità in più. Da una parte i bianconeri hanno l’opportunità di vincere da grande squadra contro una grande squadra. Anche se il totale predominio a livello nazionale non li aiuta a rimanere competitivi a livello europeo. Il Barcellona si affiderà ovviamente al trio d’attacco: se quei tre là davanti stanno bene, possono vincere le partite da soli contro chiunque“.

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