Donnarumma, il Nino cantato da De Gregori

Pubblicato il autore: Andrea Brumana Segui

donnarumma

Francesco De Gregori, in un celebre testo tanto musicale quanto poetico, cantava:”Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore, non è da questi particolari che si giudica un giocatore...” Questa frase, oggi, calza a pennello a Gianluigi Donnarumma e non potrebbe essere altrimenti. Perché direte voi? Che motivo c’è di scomodare il maestro De Gregori in un’anonima domenica d’inizio aprile? C’è una ragione, fidatevi; le affinità sono semplici e immediate: una partita di calcio, due giovanissimi protagonisti e un errore tanto evidente quanto irrilevante. Riguardo al primo punto abbiamo, da un lato, un match indefinito, un incontro nel quale ognuno di noi si potrebbe trovare immischiato, la classica partitella dilettantistica; dall’altro, invece, uno scontro professionistico, una sfida attorno alla quale ruotano speranze, emozioni ma anche denaro e reputazione; Pescara Milan, infatti, rappresenta per i rossoneri una ghiotta possibilità di tenere il passo delle altre pretendenti all’Europa, soprattutto se la squadra rivale è ultima in classifica e in netta serie negativa.

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Le nubi che avvolgono la questione iniziano a dirimersi se consideriamo i due personaggi. Nino e Donnarumma, infatti, sono legati dalla giovane età, dall’inesperienza, da una certa dose di spensieratezza insita in tanta freschezza, il primo ha dodici anni, il secondo pochi di più, diciotto appena compiuti, Nino ha l’infantile visione di chi entra nell’adolescenza, Gigio la matura irresponsabilità di chi ne sta uscendo, entrambi possiedono la voglia di crescere, il sogno che si scontra con la realtà, i lividi di chi sgomita per farsi strada tra tanti.
L’apice di questo metaforico confronto è, però, quell‘errore che costituisce il culmine dell’allegoria. Nino sbaglia il rigore, canta de Gregori, Donnarumma, portiere e non giocatore di movimento, liscia il retropassaggio di Paletta e guarda, impotente, la palla rotolare in fondo alla rete. La notizia è questa, è il macroscopico errore, avvenuto al 12′ minuto del primo tempo, di un ragazzone che per un pomeriggio si è tolto i metallici panni di macchina ed è tornato uomo, si è visto sostituire le lodi e gli allori riservati, da sempre, agli eroi con le critiche e i rimproveri.

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Il celebre fumetto “Paperino” è stato una Sibilla in questo senso, dal momento che, recentemente, è uscito con un’edizione in cui vediamo Donnarumma nei panni di Paperumma; coincidenza o meno, resta singolare il nesso tra il nome del portiere nel fumetto e l’ironico, per noi, sciagurato, per lui, errore di oggi.
Giusto criticarlo? Troppo severi con lui? Forse…L’unica certezza è che le stesse spalle che, ormai da più di un anno, sostengono il fardello della porta del Milan avranno la forza di reggere anche il peso di tutto questo, sopratutto se sulla maglia c’è cucito il nome “Donnarumma” e se la personalità è agli antipodi rispetto alla carta d’identità.
Gigio, come Nino, è giovane e, in quanto tale, ha tutto il diritto di sbagliare e imparare dai suoi errori; lasciamo al tempo, come si suole, il ruolo di giudice e godiamoci lo spettacolo della natura che, non sempre, è un tramonto, un’omerica aurora o un bucolico paesaggio, talvolta è un piccolo grande portiere, semplicemente

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