ESCLUSIVA SN – Caliendo: “La professione di procuratore è cambiata rispetto agli anni ’70”

Pubblicato il autore: marco.stiletti Segui


Precursore del mestiere di procuratore sportivo dei calciatori, Antonio Caliendo è certamente uno dei primi in questo settore. Nel 1990, nella finale a Roma dei Campionati del Mondo tra la Germania e la nazionale Argentina 12 dei 22 giocatori in campo furono suoi “clienti”. Nel 2003, lancia a livello internazionale il primo e unico premio alla carriera votato dai tifosi via web, il Golden Foot, e raccoglie le impronte dei più grandi calciatori di sempre sulla “Champions Promenade” di Montecarlo.  Dopo un tentativo di scalata alla proprietà del Modena insieme con un gruppo imprenditoriale, ora è consulente per giocatori e società. A Supernews ha raccontato alcuni aneddotti della professione e soprattutto chi fu il primo giocatore a firmare una procura generale con lui e tanto altro.

Il primo giocatore a firmare una mia procura generale fu Antognioni. La sensazione che ho avuto firmando questa prima procura non tanto emozionante ma ho avuto la consapevolezza di aver iniziato una nuova era. Ero felice, quindi, perchè stavo realizzando un’idea che mi era venuta. Quindi quella firma è stata importante per dare inizio a quella escalation che è stato poi la professione attivata poi negli anni ’80 e ’90. Ma oggi è cambiato tutto. Infatti si parla di agente di mercato e molto di meno di procuratore sportivo”.

Nella sua schiera sono finiti molti importanti giocatori, ma uno lo ha colpito di più?
“Quello che mi ha colpito di più è stato Baggio. L’ho amministrato fino all’età di 17 anni e abbiamo attraversato momenti tristi nelle cliniche. Per poi grazie a Dio è diventato il grande Baggio che tutti ci hanno invidiato. Devo aggiungere, però, che mi sono occupato di altri grandi campioni: Boniek, Dirceu, Aldair e sicuramente un affetto particolare Dunga”.

Ma come è cambiata la professione da ieri ad oggi che va sotto il nome di agente di mercato?
“Questa professione è cambiata moltissimo tanto è vero che poi hanno prima sotto sollecitazioni, creato un albo. Poi successivamente tenuto conto della qualità che siamo andati incontro è stato abolito. Ultimamente però, la professione è un po’ allo sbaraglio. se prima la figura dell’agente creava un po’ di confusione nel pubblico calcistico, ora ne avremo ancora di più. La Fifa ha fatto una scelta, quella di non occuparsi più degli agenti, spostando la responsabilità sulle singole federazioni che hanno dovuto adottare dei regolamenti propri. Le principali modifiche riguardano l’accesso alla professione e, purtroppo, tutto verte su un aspetto, quello economico. Sulla quota di 500 euro. In Federazione senza sostenere alcun esame abilitativo. L’iscrizione sarà ripetuta di anno in anno, basterà versare la quota”.

E il calciomercato italiano in che stato versa attualmente?
“Certamente il mercato di gennaio non è stato dei migliori. Ma non è la prima volta che succede. Anche quello precedente di luglio e agosto è stato così. Bisogna rendersi conto che trent’anni fa eravamo avanti siamo tornati trent’anni indietro. Non ci sono i capitali di una volta. Tutti gli stranieri stanno facendo shopping nel nostro Paese e comprando le nostre migliori squadre. Ringraziando a Dio la Juve è ancora italiana e si salva”.

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