Juventus, la differenza tra una stagione normale ed una straordinaria

Pubblicato il autore: Alessio Prastano Segui
Juventus, la differenza tra una stagione normale ed una straordinaria

Juventus, la differenza tra una stagione normale ed una straordinaria

La differenza tra una stagione normale ed una straordinaria sta nelle doti tecniche, e soprattutto morali, di un gruppo di uomini che sta cercando di realizzare quel sogno bisbigliato sotto voce nelle stanze di Vinovo: triplete. La Juventus di Allegri vuole andare al massimo, facendo un passo alla volta per arrivare in fondo a tutte e tre le competizioni e vincere le possibili finali, l’accesso a quella di Coppa Italia è già assicurato dopo aver eliminato il Napoli.

Una stagione normale è costellata da un cammino lineare, che porta al raggiungimento del compitino: qualificarsi per la Champions ed accontentarsi di un quarto di finale nella Coppa dalle grandi orecchie è certamente un risultato di cui una squadra media, che non ha grandi ambizioni, può esserne orgogliosa.
Al contrario, un’annata stratosferica, emozionate, straordinaria è l’ambizione più grande per una società che punta a vincere tutto, anno dopo anno, a seguito di un’evoluzione costante nel corso dell’intera stagione. Lo straordinario appunto è un percorso finalizzato al trionfo assoluto, al paradiso dei grandi miti del calcio italiano e mondiale. La Juventus punta decisamente a questo, senza grandi proclami, ma pedalando con la testa bassa e mai a voce alta.
A Vinovo ci lavorano da qualche anno, ma questo forse, più degli altri, pare essere quello buono. Fino ad oggi, la Juventus di Allegri ha mostrato la forza tecnica e l’unione del gruppo, utili soprattutto nei momenti di difficoltà, quando c’è da soffrire non disunendosi.

I bianconeri remano tutti dalla stessa parte, verso tre obiettivi importanti, tra i quali un sogno che dura da ben ventuno anni. La Champions League non è ancora un’ossessione per la Juventus, ma un desiderio morboso che deve essere soddisfatto. Per farlo, occorrerà disporre di una buona dose di agonismo tecnico tattico e di un pò di fortuna: si, serve anche questa per alzare quel trofeo. Ci sarà il Barcellona, ma prima ancora il Chievo in campionato sabato allo Stadium, dove le parole sconfitta o pareggio sono abolite dal vocabolario juventino. Nessuna distrazione. Bisogna pensare ad uno scudetto da vincere, il sesto consecutivo, che porterebbe i bianconeri nella leggenda del calcio italiano. Dopodiché, arriveranno i catalani, ed è solo allora che ci si potrà concentrare sull’obiettivo Champions: sta proprio qui il confine tra una stagione normale ed una straordinaria.

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