La Juventus pesca il Monaco, francesi ultimo ostacolo per i bianconeri sulla strada verso Cardiff

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L’urna di Nyon è stata indubbiamente benevola con la Juventus di Massimiliano Allegri che, grazie alla famosa fortuna soccorritrice degli audaci, è riuscita ad evitare sia il mix di fantasia e talento del Real di Zidane sia l’ignoranza, come l’ha definita lo stesso allenatore dei bianconeri, di un gruppo, quello del “CholoSimeone, di certo più simile alla sua squadra per atteggiamento, fame e solidità difensiva; pertanto, l’ultimo ostacolo sul tragitto verso Cardiff è costituito dal Monaco di Leonardo Jardim, una prova certamente non paragonabile alle dodici fatiche di ercolana memoria, tuttavia ricca di insidie e pericoli.

Almeno sulla carta e, ripeto, solo sulla carta, la dea bendata sembra, a buon diritto, aver sorriso ad un’audax Juventus reduce da una duplice impresa europea, in primo luogo l’eliminazione di una squadra, il Barcellona, senza dubbio tra le 3/4 realtà più forti a livello continentale e mondiale, secondariamente, il doppio clean sheet rifilato a un attacco che, a detta di molti, non solo è il più efficace della competizione, ma anche il migliore di sempre per qualità e finalizzazione.
D’altro canto, però, trova sul suo cammino un Monaco che potrebbe rivelarsi, a tutti gli effetti, la metafora perfetta dei noti 300 spartani, un gruppo, cioè, difficile da scavalcare e superare per tenacia e resistenza malgrado un’evidente inferiorità tecnica, guidati, inoltre, da un Leonida, Leonardo Jardim, maestro di tattica e, se vogliamo, di miracoli; grazie al suo modo un po’ stravagante e originale di concepire il gioco attraverso la similitudine del calciatore che, alla stregua di un pianista impossibilitato ad allenarsi senza il suo strumento, deve avere sempre tra i piedi il pallone, è riuscito, infatti, a portare tra le prime 4 squadre d’Europa un gruppo certamente non paragonabile per nomi e fatturato alle ben più blasonate Manchester City e Borussia Dortmund, sconfitte rispettivamente agli ottavi e ai quarti, mettendo in scena, tra le altre cose, prestazioni tanto solide quanto divertenti, importanti e, nello stesso tempo, affascinanti.

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I pericoli, dunque, a cui potrebbe andare incontro la Juventus nelle sfide del 3 e 9 maggio sono essenzialmente due: sottovalutare un impegno abbastanza agevole per una semifinale di Champions, soprattutto se memori dello scontro di due anni fa ai quarti, e far fronte a un reparto offensivo, Falcao-Mbappé, autore di 10 gol sui 21 complessivi della squadra.

I duelli di Juventus Monaco: Allegri-Jardim e Dybala-Mbappé

La sfida tra Juventus e Monaco rappresenta, per certi versi, un’esibizione che mette in scena interpreti prestigiosi, (come è normale, del resto, in una semifinale di Champions League) consentendo, di conseguenza, l’emergere di confronti e paragoni stucchevoli e interessanti.

Primo su tutti lo scontro in panchina fra i due mister, Massimiliano Allegri per i bianconeri e Leonardo Jardim per la squadra francese.
Il primo è, senza dubbio, un allenatore vincente e di spessore a livello nazionale, ancora a secco, invece, in ambito europeo; fine stratega e acuto osservatore, ha la capacità sia di trasmettere una mentalità combattiva, agonistica ma sempre lucida ai giocatori sia di gestire nel migliore dei modi i giovani e i nuovi arrivi, emblema ne sono i casi Rugani, Dybala e Pjaca.
Il secondo, a differenza di Allegri e della maggior parte degli allenatori in circolazione, non proviene dal calcio professionistico, ma, come tutti coloro che hanno avuto esperienze dilettantistiche e, di conseguenza, non sanno cogliere quelle sfumature che solo un certo livello giocato può garantirti, è un grande studioso di questo sport e i risultati ne sono una testimonianza; anzitutto la valorizzazione e il rilancio di calciatori dati per finiti, due su tutti Raggi e Falcao, in secondo luogo il coraggio di puntare sui giovani, la caparbietà nel farli crescere e la lungimiranza di vederne le qualità, infine la capacità di portare una squadra tecnicamente mediocre ai vertici della Ligue 1 e dell’Europa.

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Altro grande duello di questa affascinate sfida è quello che vede come protagonisti i due uomini, o meglio, i due ragazzini di punta dei rispettivi club, Dybala e Mbappé.
L’argentino della Juventus è diventato, con la consacrazione del Camp Nou, l’erede numero uno di Leo Messi e il futuro della nazionale albiceleste; umiltà al servizio della tecnica, Paulo ha realizzato fin’ora 8 gol in campionato e 4 in Champions League, entrando, tra l’altro, in numerose reti dei compagni.
Il franco-camerunese, invece, dalla spensierata giovinezza dei suoi 18 anni appena compiuti, ha già stabilito una manciata di record, tra cui essere il più giovane calciatore di sempre a segnare una doppietta nei quarti di Champions League autore di 12 reti nella massima serie francese e 5 nella principale competizione europea, per velocità, agilità e fiuto del gol è stato da molti descritto come il nuovo Henry.

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