Pisa e l’emozione di quel coro rivolto al cielo per implorare giustizia

Pubblicato il autore: Francesco Mafera Segui

Aggiornamenti calciomercato Pisa al rientro da Storo

Certe immagini non possono passare inosservate. La scena che in molti hanno ammirato martedì sera e che è stata ripresa anche dalle telecamere di Sky Sport nell’intervallo del turno infrasettimanale della partita di campionato di Serie B tra Pisa e Carpi, è una di quelle che rimangono scolpite nella memoria di molte persone facendo passare, almeno per un momento, tutto il resto in secondo piano. Il motore della passione del tifo pisano rischia di essere messo in ginocchio proprio in queste ore da dei provvedimenti assurdi e fuori da ogni logica. Avevano dunque ragione quei molti supporters nerazzurri che in queste settimane continuavano a ripetere quanto fosse ancora lunga la dura lotta per la conquista della libertà definitiva. A più di due mesi dalla cessione del club da parte dei Petroni alla famiglia Corrado, infatti, a Pisa sembra ancora proibito assaporare quel clima di libertà che la città meriterebbe da tempo e che invece è costretta a inseguire come un miraggio da ormai troppi mesi. Quel coro levatosi al cielo nella serata di martedì e che ha riecheggiato in tutta l’Arena Garibaldi per diversi minuti è sembrato il grido di dolore di una bestia ferita nell’orgoglio, il lamento di chi implora giustizia ma che allo stesso tempo non è mai domo ed è pronto a battersi fino all’ultimo respiro pur di sottrarsi a un destino ingiusto ed inesorabile.
Un momento da brividi, di emozione palpabile che solo poche tifoserie al mondo sanno regalare al pubblico, scaldando i cuori di una tifoseria intera, per stringersi in un gesto di grande solidarietà attorno a chi sta subendo un’ingiustizia.

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Il silenzio assordante in quello spicchio centrale di Curva Nord lasciato libero per tutto il primo tempo è stata l’ennesima dimostrazione di coerenza di una piazza che si è sempre distinta per il proprio attaccamento a dei valori sempre più sconosciuti al mondo del calcio e alla società di oggi. Un silenzio in netta contrapposizione con la meravigliosa sciarpata ed i cori che hanno invece accompagnato e trascinato la squadra di Gattuso nella ripresa, illuminando almeno in parte la serata dei nerazzurri. Un contrasto che dovrebbe far riflettere e che ha ribadito una volta di più la differenza tra la tifoseria nerazzurra con e senza l’apporto dei suoi più calorosi e appassionati sostenitori. Pensare che quanto visto martedì non sia più possibile, o almeno solo in parte, nel futuro più prossimo, lascia amareggiati e penalizza oltremodo una tifoseria che invece si è sempre fatta onore per gesti nobili e spontanei a favore della collettività. I provvedimenti che stanno diventando esecutivi in queste ore a danno dei tifosi nerazzurri, sono quantomeno sproporzionati nella sostanza e danno la misura della miopia di certe istituzioni che, come in questo caso, ricorrono arbitrariamente a manovre repressive abusando della propria autorità solo per giustificare un preconcetto che non sempre trova riscontro nei fatti ed elevandosi a ruolo di garanti della sicurezza  e paladini della giustizia (salvo poi chiudere un occhio, o forse anche due, su problemi ben più gravi). Quelle di chi scrive sono indubbiamente parole pesanti, ma ciò che sta accadendo, almeno finora, evidenzia questo in maniera inequivocabile e senza timor di smentita.

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Ma Pisa, ancora una volta saprà rialzarsi perchè il motto “Pisa non si piega” diventato un mantra della piazza nerazzurra da ormai diversi mesi a questa parte non è un semplice modo di dire ma una verità scolpita sulla pietra che in molti hanno già sperimentato sulla propria pelle con grande stupore, orgoglio e senso di appartenenza.
Pisa non muore mai e siamo pronti a scommettere che con la stessa tenacia e ostinazione che l’hanno sempre contraddistinta nel voler vincere le battaglie più dure, saprà sopperire anche a questi soprusi, risorgendo prima o poi, più forte di prima.

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