Torino, 16 settembre 2001: c’era una volta Juve-Chievo

Pubblicato il autore: Gabriele Monforte Segui

Juventus-Chievo  è l’anticipo serale della 31° giornata di Serie A.
Bianconeri (sempre vincenti tra le mura amiche in campionato) a caccia dell’ennesimo trionfo stagionale per avvicinare il sesto tricolore di fila, clivensi in cerca di punti preziosi per consolidare la propria posizione in classifica.
Una sfida ricca di precedenti e in grado di ritagliarsi uno spazio importante a partire dallo scoccare degli anni 2000.
Sono 13 i match giocati dalle due squadre a Torino: 9 vittorie della Juve, 4 pari, nessuna affermazione del Chievo.

Riavvolgendo il nastro degli incroci tra i due club, la nostalgia fa tappa al 16 settembre 2001.
Stadio “Delle Alpi”, anticipo della 3° giornata di Serie A; primissima sfida tra i due club: si giocava in notturna, proprio come stasera.
Era la Juventus del post Zidane e Ancelotti, rinnovata dagli arrivi di Buffon, Nedved, Thuram e rinfrancata dal ritorno dello storico condottiero Marcello Lippi.Al cospetto di “Madama”, il Chievo dei miracoli splendidamente allenato da Luigi Delneri e capace di centrare due promozioni consecutive dalla C-1 alla A.
Tale impresa, destò sin da subito scalpore mediatico: per la prima volta nella storia del nostro campionato, una società calcistica appartenente ad una frazione di provincia di 4.500 abitanti riusciva ad affacciarsi alla massima serie.Entrambe le squadre arrivarono all’incontro appaiate in vetta con due vittorie di seguito per parte.
I bianconeri, come da previsione, erano riusciti a sbarazzarsi agevolmente di Venezia ed Atalanta, mentre i gialloblù, a sorpresa, piegarono la Fiorentina ed il Bologna .

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A Torino accadde subito l’impossibile: pronti-via e dopo appena 19 minuti il Chievo si portò sul risultato di 2-0.
Il primo gol clivense fu propiziato al 9′ da un marchiano errore di Buffon, il quale non riuscendo a trattenere un facile pallone, favorì il tap-in di Marazzina, incredulo di poter insaccare a porta completamente sguarnita.
Gigi lo ricorderà per tutta la vita: fu il primo di pochissimi errori con la maglia bianconera di tutta la sua trionfale carriera; per fortuna nel suo caso il buongiorno alla Juve non si vide dal mattino.
Il raddoppio fu invece frutto di un’azione corale da cineteca: doppio tacco di Luciano (al tempo Eriberto) e Corradi a smarcare l’affondo di Perrotta, bravissimo ad imbucare al centro per Marazzina, abile a sua volta a capitalizzare ed infilare nuovamente la porta di Buffon.Doppietta da favola per l’attaccante Lodigiano e Juve apparentemente tramortita. La reazione bianconera però non tardò ad arrivare, rabbiosa.
Al 21′ Tacchinardi accorciò le distanze con un potente tiro al volo scaturente dagli sviluppi di un calcio d’angolo.
Logica conseguenza dell’ intenso forcing operato dalla squadra di Lippi, fu il pari siglato al 42′ da Tudor, imperioso a svettare di testa e ad anticipare un incerto Lupatelli in uscita.Il primo tempo si concluse sul risultato di 2-2.
La ripresa contraddistinta da reciproci attacchi, vide pendere l’ago della bilancia dalla parte dei padroni di casa.
All’ 82′ , infatti, il sorpasso bianconero fu completato da Salas, freddissimo a trasformare il rigore concesso dall’arbitro Bolognino e a fissare il risultato sul definitivo 3-2 per la Juve.
Partita spettacolare. Partita che rievoca un calcio italiano, quello di allora, che stenta attualmente ad essere riproposto per forme e contenuti.
Si spera stasera Juve e Chievo sappiano rioffrirci altrettanto, in termini di gol e spettacolo.
Firmato un nostalgico.

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