Torino, perchè Cairo rivuole lo Scudetto 1927

Pubblicato il autore: Pierluigi Persano Segui


In occasione dell’inaugurazione del nuovo stadio Filadelfia, il presidente del Torino Urbano Cairo è tornato su un argomento che riguarda la storia del club granata: lo Scudetto 1927. Il numero uno ha sottolineato come sullo storico campo il Torino in realtà abbia vinto otto scudetti (e non sette come riconosciuto dalla Figc), annunciando di aver scritto alla federazione in maniera ufficiale lo scorso 28 aprile. Perchè è stata revocata la vittoria di un campionato alla società torinese?

IL CAMPIONATO 1926-1927 – Il regime fascista nel 1926 riunì le squadre del nord e del sud in un unico campionato, la Divisione Nazionale: il torneo era composto da due gironi, ognuno composto da 10 squadre, e le prime tre classificate si sarebbero qualificate per un girone da sei squadre che avrebbe incoronato la squadra vincitrice del campionato. Il Torino vinse il gruppo B davanti a Milan e Bologna, mentre nel gruppo A fu la Juventus a chiudere il torneo davanti a Inter e Genoa. Il girone finale fu vinto dallo stesso Torino, che si laureò per la prima volta della sua storia campione d’Italia: decisiva fu la vittoria per 2-1 nel derby contro la Juventus del 5 giugno.

LA REVOCA – Nell’autunno del 1927, il 3 novembre, il tricolore venne revocato dalla FIGC. Secondo la Federazione, il terzino della Juventus Luigi Allemandi era stato corrotto dal dottor Nani, dirigente del Torino, che aveva contattato il calciatore per concordare una vittoria per i granata. Dopo le indagini condotte da Leandro Arpinati, podestà di Bologna e presidente della FIGC, lo Scudetto 1927 venne revocato ma non venne assegnato al Bologna (piazzatosi al secondo posto), e Allemandi venne squalificato a vita.

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