Juventus-Real Madrid: a Cardiff senza pensare al tabù delle finali

Pubblicato il autore: valerio vitali


Juventus-Real Madrid: sarà importante per i bianconeri non pensare alle finali del passato. A Cardiff per fare la storia.

Nonostante lo storico delle finali sia davvero pesante per la Juventus, che si presenta in Galles con ben sei finali su otto perse sulle spalle, ciò non deve impensierire i bianconeri, tutt’altro.
Il fatto di essersi fatti scappare per ben sei occasioni la “Coppa dalle grandi orecchie” deve rappresentare quel “quid” in più per spronare la squadra di Massimiliano Allegri, che tra l’altro si è dimostrato col tempo un vero e proprio maestro nel gestire le energie mentali prima di un grandissimo match.

La Finale persa proprio contro i madrileni 19 anni fa può essere la benzina sul fuoco per alimentare una “fame” europea enorme dalle parti di Torino e pensarla diversamente porterebbe solo negatività all’interno dell’ambiente.

Juventus-Real Madrid, i bianconeri arrivano a Cardiff da imbattuti –  E’ vero, i numeri e le statistiche nel calcio non sono tutto, anche perché questo è sport e non mera scienza, ma è altrettanto corretto affermare che sono dei buoni indici per captare sensazioni più o meno positive prima di un grandissimo appuntamento e quale se non il più grande, come la Finale di Champions League?
Arrivare al grande match da imbattuti è un vero vanto per la Juve, che oltre ad essere l’unica squadra a non aver mai perso nei 90′ in questa edizione, può esibire anche un altro dato davvero invidiabile: miglior difesa della Champions con soli tre reti subite, grazie sia alla celeberrima BBC, sia per mano di un gigantesco Gianluigi Buffon, mai così in splendida forma come oggi (eccezion fatta naturalmente per il Mondiale tedesco del 2006).

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Come arriva il Real – ‘blancos’ invece si presentano ai blocchi di partenza con dei dati mostruosi relativi all’attacco, dati ottenuti grazie alla presenza di un Cristiano Ronaldo formato Pallone d’Oro (in lotta proprio con il capitano bianconero) che ha messo in fila ben 8 gol nelle ultime quattro partite di questa competizione e non certamente con due squadracce, anzi.
Bayern Monaco prima e Atletico Madrid poi si sono dovuti piegare dinnanzi alla potenza di fuoco dell’attacco del Real, che ha sì, sempre segnato anche alla Juventus nel recente passato, ma ha anche subito lo stesso numero di reti, segno che la difesa è tutt’altro che imperforabile.
Quello che maggiormente dovrebbe allarmare Zinedine Zidane e tutto il suo staff è che la fase difensiva, in questi 18 mesi di gestione da parte del francese, non appare trasfigurata in meglio ma presenta ciclicamente gli stessi errori, visibili soprattutto in occasione dei tagli in diagonale di Marcelo e Carvajal.

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La Juventus ha l’obbligo morale di crederci – Sebbene la “Vecchia Signora” abbia di fronte a sé l’armata più forte d’Europa a livello qualitativo, sa che a differenza delle ‘merengues’ il cammino verso Cardiff è stato programmato sapientemente, conquistato attraverso prestazioni sotto certi aspetti davvero irripetibili, come quel primo tempo allo Stadium contro il Barcellona.
Ecco, i bianconeri devono ripartire proprio da lì, da quei primi 45′ contro i blaugrana e mettere alle corde il Real già nella prima frazione di gara, senza esitare, senza star troppo a pensare alle finali perse, a quello che in passato si è perso e che si sarebbe potuto vincere.

La squadra di Allegri, se vuole portare la Coppa a Torino deve scendere in campo senza timori reverenziali, senza pensare all’Ajax, all’Amburgo, al Dortmund, al Milan, al Barcellona, o al Real stesso, ma concentrarsi solo ed esclusivamente su sé stessa, sul presente, un presente che si chiama Cardiff, che si chiama vittoria, che alla Juventus non è importante, ma è l’unica cosa che conta.

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