Juventus, Bernardeschi presentato ufficialmente: “E’ giusto non portare la 10 “

Pubblicato il autore: Alessandro Creta Segui

JUVENTUS, POCHI MINUTI FA LA PRESENTAZIONE DEL NUOVO GIOCATORE BIANCONERO– E’ stato presentato pochi minuti fa a Boston Federico Bernardeschi come nuovo giocatore della Juventus. Arrivato dalla Fiorentina per 40 milioni di euro l’esterno di Carrara ha rilasciato le sue prime dichiarazioni ufficiali alla stampa.
Sorprende la decisione del nuovo attaccante bianconeri di scegliere la maglia numero 33, perché, sue parole, deve dimostrare durante la prossima stagione di dimostrarsi all’altezza della numero 10.
Indiscrezioni degli ultimi giorni infatti parlavano di una scelta della società di affidargli la storica maglia senza padrone dopo l’addio di Pogba, il 33 è una scelta temporanea in attesa di vedere se il talento di Carrara riuscirà ad essere all’altezza di quel numero.

E’ parso più maturo, almeno nelle dichiarazioni, di quanto non dica la sua carta d’identità alla voce data di nascita. Nonostante i 23 anni infatti Bernardeschi è sembrato molto cosciente del senso di responsabilità che deriva dal giocare nella Juventus; molto pacato nelle dichiarazioni e consapevole che avrà molto da imparare dai senatori bianconeri. La scelta, a sorpresa, del numero di maglia conferma poi l’umiltà di un ragazzo che da molti (e anche in modo piuttosto frettoloso) viene considerato l’erede più vicino a Roberto Baggio.

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Perché sono religioso” ha chiosato Bernardeschi spiegando la decisione di indossare la numero 33. “E’ stata una scelta condivisa con la società” esordisce l’ex Fiorentina motivando la sua scelta, “c’è molto rispetto per questa maglia, credo sia giustissimo così e io credo di dover dimostrare di poterla indossare qui come l’ho dimostrato a Firenze. Quindi quest’anno è giusto che lo dimostri a società, mister e compagni, di poterla indossare“.

Cosa rappresenta la Juve per un giovane come Bernardeschi? Il giocatore risponde: “La Juventus rappresenta… che dire, uno dei top club al mondo, tra i 4-5 top club al mondo, rappresenta la storia, rappresenta una parte di storia del calcio mondiale. E’ un’emozione grande stare qui e voglio vivere queste emozioni dalla prima all’ultima“.
Un commento poi sulla contestazione dei tifosi fiorentini che lo hanno salutato, usiamo un eufemismo, non senza polemiche: “Questo credo sia un argomento un po’ delicato, credo ci sia una parte di società malsana, che viviamo nel mondo di oggi, come il tifoso sui social che augura morte, o addirittura brutti mali. Questa credo sia una cosa brutta e io non sono qui ad alimentare questa parte di società malsana“.

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