Ma è davvero il Napoli l’anti Juve?

Pubblicato il autore: teros Segui

Juventus Champions League
A poche settimane dall’inizio ufficiale della nuova stagione, mentre le squadre perfezionano schemi e condizione atletica, tirando i primi calci nelle amichevoli di preparazione agli imminenti impegni agonistici, tra i tifosi di ogni latitudine e, soprattutto, tra gli addetti ai lavori, impazzano i pronostici su quali saranno le protagoniste del prossimo campionato. Premesso che le trattative di calciomercato, tuttora in corso, potrebbero ancora modificare gli equilibri tra le potenziali aspiranti al titolo, qualora le rispettive rose venissero rafforzate dall’arrivo di top players , in grado di stravolgere l’ipotetica griglia di partenza, allo stato delle cose i più accreditati organi di televisione e carta stampata ritengono concordemente di poter delineare una scala di valori sostanzialmente consolidata, anche sulla scorta delle risultanze emerse nel corso della passata stagione.
Dalle dichiarazioni rilasciate e sottoscritte dai più noti professionisti del settore, emerge inequivocabilmente che la Juventus è considerata ancora la squadra da battere, più di una spanna al di sopra delle altre antagoniste, sia per lo spessore qualitativo e quantitativo del suo organico, obiettivamente superiore al “roster”delle sfidanti, sia per la compattezza e la significativa esperienza della formazione bianconera che, alla lunga, si traduce in quella positiva continuità di risultati, che risulta decisiva nel lungo periodo.

Ma se i favori del pronostico arridono senza dubbio alla “vecchia signora”, altrettanto unanime è l’opinione di giornalisti e commentatori su quale squadra vanti le migliori credenziali per arginare l’incontrastato dominio della corazzata bianconera. Il gioco spettacolare e spumeggiante espresso dai ragazzi di Sarri nella scorsa stagione, i significativi risultati conseguiti in campo nazionale ( miglior attacco,  miglior punteggio nel girone di ritorno, record di gol segnati in trasferta) e gli apprezzamenti ottenuti per le brillanti prestazioni fornite anche nella massima manifestazione continentale, attribuiscono al Napoli il ruolo di sfidante più che credibile all’attuale regina del campionato.La società partenopea, più che stravolgere la rosa, ormai mirabilmente compenetrata nei delicati meccanismi di gioco predicati dal tecnico toscano, ha perseguito la strategia di blindare i suoi gioielli ( Mertens ed Insigne in primis), con onerosi rinnovi contrattuali che, in qualche misura, hanno sottratto risorse da impegnare sul mercato.

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Napoli

La dirigenza ha preferito puntare in blocco sui “titolarissimi” dello scorso anno, apportando solo qualche ritocco di dettaglio ad un organico già completo. In quest’ottica, vanno inquadrati gli acquisti del talentuoso franco algerino Ounas, un laterale offensivo mancino in grado, comunque,  di occupare entrambe le fasce, ( quale potenziale sostituto, sia di Insigne, che di CalleJon ) e di Mario Rui, ( già titolare nell’ Empoli di Sarri ), come valida alternativa a Ghoulam nel ruolo di esterno difensivo di sinistra.
In fase di definizione, la situazione contrattuale di Reina, con il carismatico estremo difensore spagnolo che dovrebbe prolungare, almeno per quest’anno, la sua permanenza all’ombra del Vesuvio, con indubbio sollievo del tecnico, per il quale Pepe rappresenta un perno imprescindibile del progetto Napoli, anche in considerazione del rapporto di stima e dell’attaccamento dimostrato nei suoi confronti dai compagni di squadra e della necessità di preservare l’armonia dello spogliatoio, che ha sinora costituito un valore aggiunto alla base dei successi degli azzurri.

Ma basterà puntare sulla compattezza dell’organico della passata stagione per poter fronteggiare alla pari una squadra che ha conquistato sei titoli consecutivi ed esibisce una rosa all’altezza dei primissimi top club mondiali ?
Sarà sufficiente affidarsi di nuovo allo straordinario tridente dello scorso campionato ( oltre al recuperato Milik ), nella fondata speranza che possa confermare o, addirittura, migliorare il devastante potenziale realizzativo esibito in campo nazionale e continentale ?
Pur tributando al tecnico unanimi attestazioni di fiducia e di riconoscenza per il calcio entusiasmante espresso dalla squadra nell’ultimo biennio, qualche dubbio affiora nella mente di parte della tifoseria napoletana.
La geniale intuizione di Sarri, che ha inventato Mertens come prima punta, consentendogli di mettere a segno l’impensabile bottino di 28 reti, non si può più considerare una novità e c’è da scommettere che le difese avversarie studieranno gli opportuni accorgimenti per limitare le incursioni del folletto belga, che potrebbe non ripetere le incredibili prestazioni della passata stagione.

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Mertens Inter

Nè potranno essere garantite con certezza le messi di reti assicurate quest’anno da Insigne, Callejon e Hamsik, tutti ben oltre la doppia cifra a fine stagione.
Non vanno inoltre dimenticate le deprecabili amnesie del reparto difensivo ( rimasto praticamente invariato), che hanno penalizzato la squadra in occasioni, qualche volta decisive, compromettendo il conseguimento di obiettivi più importanti.
Per una squadra che vuole ritagliarsi anche una dimensione internazionale di prestigio, va poi evidenziato che  la linea mediana, se si esclude Hamsik, manca probabilmente di elementi di adeguato spessore ed esperienza , pur non disconoscendo i meriti di Jorginho e i prospetti di sicuro avvenire rappresentati da Zielinski e Diawara.
Sulla base di queste ed altre valutazioni Sarri , da uomo pragmatico e profondo conoscitore delle dinamiche calcistiche, continua a predicare calma ed umiltà, consapevole della facilità di alimentare i sogni in una piazza naturalmente incline a facili entusiasmi e voli di fantasia.

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Dall’altra parte, la “vecchia signora” guarda altezzosa il Napoli e le potenziali pretendenti dall’alto dei suoi trofei.
E’ pur vero che la società bianconera ha accusato una parziale crisi di credibilità e di immagine, a seguito dei recenti ed imprevedibili “tradimenti” di Dani Alves e Bonucci, ma la dirigenza sta comunque operando un imponente rafforzamento della rosa, con gli arrivi di calciatori di primissima fascia, come Douglas Costa e Bernardeschi, oltre a De Sciglio e Szcsesny, e sta intavolando concrete trattative per arrivare ad un forte centrocampista ( Emre Can ) e ad un difensore centrale di adeguato livello.
E’ indubbio che la partenza di Bonucci, in particolare, ( e le voci su uno spogliatoio non più cosi’ impenetrabile ) hanno creato qualche crepa nella tradizionalmente solida struttura del club.
La linea difensiva appare oggettivamente indebolita , tenuto conto che i due terzi superstiti della BBC, ossia Chiellini e Barzagli, incominciano a lamentare qualche inevitabile acciacco, dovuto al trascorre degli anni, nè Benatia o Rugani sembrano possedere la caratura tecnica per sostituire senza traumi uno dei migliori difensori del panorama mondiale. Ed è proprio nelle pieghe di questi primi segnali di parziale debolezza della “vecchia signora” che possono provare a inserirsi il Napoli e le altre potenziali protagoniste del campionato italiano
Come ha avuto modo di sottolineare scherzosamente Sarri, nel corso di una recente intervista, per il Napoli parlare di scudetto equivale ad una bestemmia, ma ha poi aggiunto che i toscani….hanno l’abitudine di bestemmiare frequentemente.

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