Milan, Bonucci svela tutto: “Ecco perché ho lasciato la Juventus”

Pubblicato il autore: Alessandro Creta Segui

Leonardo Bonucci, neo acquisto del Milan con la maglia 19. Fonte: Facebook AcMilan

MILAN, BONUCCI PARLA DEL SUO TRASFERIMENTO: “jUVE, ME NE SONO ANDATO PERCHE’…”– L’affare dell’estate, forse dell’anno, tra i più chiacchierati e discussi; sicuramente il più clamoroso ed inaspettato. Leonardo Bonucci al Milan è stato il colpo da Oscar di Fassone e Mirabelli, un trasferimento che entrerà negli annali della storia del calcio non solo per le squadre che ha visto protagoniste, ma anche per il modo in cui il difensore si è separato dalla Juventus. In un colpo solo i rossoneri indeboliscono la squadra più forte in Italia, si rafforzano considerevolmente in difesa e trovano un leader per lo spogliatoio.

Il colpo Bonucci non è importante infatti solo dal punto di vista tattico (offre a Montella più soluzioni di gioco, sia con la difesa a 3 che a 4) ma anche tecnico e carismatico. Il numero 19 è uno dei pochi difensori in Europa con spiccate capacità di impostazione e grande tecnica individuale: piedi da centrocampista e senso del gol fanno del viterbese uno dei giocatori, nel suo ruolo, più validi a livello continentale. Per non parlare poi della leadership che ha maturato in 7 anni di Juventus e che ora potrà essere un fattore in più all’interno di uno spogliatoio giovane e “nuovo” come quello rossonero.

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Ha fatto molto discutere e siamo sicuri farà ancora discutere il passaggio di Bonucci dalla Juventus al Milan. Tante teorie e molte storie circolano attorno all’affare ma oggi è intervenuto direttamente il difensore che, attraverso le pagine della Gazzetta dello Sport, ha spiegato le ragioni del suo addio. Alla base della separazione, rivela il centrale di Viterbo, i dissidi interni ed un ruolo di leader che Bonucci sentiva essere messo in discussione.
Per dare il 100% io devo sentirmi importante, cosa che alla Juventus ormai succedeva a fasi alterne” dice il neo difensore rossonero, che continua e spiega: “Alcune situazioni portano conseguenze. Io ho preso le mie responsabilità, ho fatto alcune scelte come le hanno fatte l’allenatore e la società. L’esclusione con il Porto? E’ successo qualcosa anche prima. Lo sgabello di Oporto è stata solo la goccia finale che ha fatto traboccare il vaso”.

Parole ben chiare quelle del difensore che evidentemente aveva maturato una frattura insanabile con l’allenatore già a metà stagione. Un pensiero, quello di lasciare Torino, che Bonucci ha maturato e ponderato per mesi sino alla cessione finale.Una frattura ricomposta solamente in modo apparente, al solo scopo di poter continuare la stagione ai massimi livelli e non creare ulteriori scompigli all’interno di uno spogliatoio che inseguiva il sogno triplete. “Poi dopo è stato ricomposto tutto per il bene della squadra” dice Bonucci alla Gazzetta. “ho accettato le decisioni, in quel momento erano importanti per far capire al gruppo quale fosse la strada da prendere”.

“Con la società abbiamo deciso di scegliere la via del divorzio, anche i più bei matrimoni a volte finiscono” conclude Bonucci, che poi tenta di fare ordine e chiarezza su quanto detto riguardo Cardiff: “Dentro lo spogliatoio non è successo nulla di quanto fatto passare, era un gruppo unito e ho avuto la fortuna di condividere tanti successi con grandi campioni“.

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