Milan, Calhanoglu secondo calciatore turco della storia. L’altro fu una meteora, Umit Davala

Pubblicato il autore: marco.stiletti Segui

Con Calhanoglu il Milan torna a parlare turco. Unico precedente era stato Umit Davala che arrivò insieme a Fatih Terim, reduce da un’annata con la Fiorentina non proprio esaltante. Quattro stagioni assieme al Galatasaray con altrettanti titoli nazionali e tanta fiducia da portarlo con sé al Milan. Un problema gigantesco ostacolò l’ascesa di entrambi: la squadra non ingranava. Ma proprio per niente. Il Milan di Terim fu un autentico disastro e già nel mese di novembre arrivò la sconfitta che fece saltare la panchina rossonera: un KO per 1-0 in casa del Torino costa l’esonero all’Imperatore che lascia in eredità la sua panchina a Carlo Ancelotti.  Questo esterno turco tuttofare con anche la vocazione del terzino divenne un ingombro per la rosa. Solo 10 presenze in campionato: utilizzato con buona frequenza da Terim, quasi per nulla da Ancelotti che lo tolse con immediatezza dai titolari. Il primo esperimento turco del Milan era da bocciare in tutto e per tutto.
A fine stagione era già un elemento da eliminare e venne inserito in uno scambio con l’Inter per portare Dario Simic dall’altra parte dei Navigli. All’Inter la storia non cominciò neanche e dopo uno splendido Mondiale con la nazione turca (terza in Corea e Giappone nel 2012) Umit decise di tornare al Galatasaray senza aver mai giocato per la causa nerazzurra. Umit legherà la sua carriera a quella di Fatim Terim che seguirà anche come vice allenatore. Al momento ricopre questa carica al Galatasaray dove fa il secondo ad un altro ex serie A, Igor Tudor.
In questo periodo, quindi, è arrivato Hakan Calhanoglu che dovrà evitare di deludere le attese come accadde con la coppia maledetta Terim-Umit Davala. Classe 1994, Calhanoglu è un trequartista a dir poco duttile, nonostante il suo ruolo classico, sia dentro le punte, in caso di necessità può giocare come centrale di centrocampo e come mediano davanti alla difesa. Ma non solo, considerando la grande qualità del giocatore in questione. Calhanoglu può infatti essere utilizzato anche come esterno offensivo in un 4-2-3-1, insomma, l’allenatore ha solo l’imbarazzo della scelta. Ha dalla sua un gran tiro dalla distanza, è un ottimo dribblatore nello stretto e soprattutto sa essere devastante e decisivo su calcio di punizione.
Basti pensare che dal 2013/2014 è stato il calciatore con più goal realizzati da calcio da fermo nei 5 campionati top d’Europa. Undici punizioni, più di Messi, Cristiano Ronaldo e Pjanic. E’ inoltre un grande assist-man: 51 passaggi tra Bayer Leverkusen, Karlsruhe e Amburgo. Nato e cresciuto in Germania, non ha mai avuto dubbi nei primi anni di carriera: ha giocato le sue prime gare con la nazionale turca nel 2010, a quindici anni. Nel 2013 ha debuttato con la rappresentativa maggiore, dopo aver valutato la possibilità di giocare con la squadra tedesca. Calhanoglu ha appena scontato una squalifica di quattro mesi, insieme alla quale ha pagato anche 100.000 euro. Nel 2011, ancora minorenne, firmò un contratto con il Trabzonspor, salvo poi cambiare idea e rimanere in Germania con la maglia del Kalsruhe.
Dopo Borini, Kessie, Andrè Silva, Musacchio e Ricardo Rodriguez, il Milan porta anche Hakan Calhanoglu in serie A. Cecchino su calcio da fermo, duttile, giovane e con tanta voglia di giocare in Europa dopo la deludente stagione al Bayer Leverkusen. Affare chiuso, quindi, per una cifra di 20 milioni di euro fissi più 4 di bonus: al giocatore 4 anni di contratto a 2,5 milioni a stagione.

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