Zeman non ci sta: “Della Juventus non parlo più: troppe strumentalizzazioni”

Pubblicato il autore: Davide Martini Segui

Zeman sbotta: “Basta domande sulla Juventus”

Anche gli integralisti cambiano pelle prima o poi. E se succede pure a Zdenek Zeman, significa che tutti, ma proprio tutti, c’è spazio per una… conversione. Il riferimento non è all’aspetto tattico, dove peraltro il tecnico boemo ha mostrato nelle ultime stagioni un pizzico di camaleontismo in più, a cominciare dalla celebre difesa a 5 sfoderata in un’ormai datata partita di Coppa Italia alla guida della Roma nel 2013 contro la Fiorentina (vinta, peraltro) per finire con quella linea difensiva leggermente meno alta vista nella seconda parte di stagione a Pescara. La controprova a riguardo comunque arriverà dal prossimo campionato di Serie B, quando, a differenza di quanto accaduto lo scorso anno, Zeman partirà dall’inizio con una squadra costruita a propria immagine, a differenza di quella voluta da Oddo e non rispondente ai canoni di ZZ.

Leggi anche:  Dove vedere Palermo-Viterbese, streaming gratis e diretta tv Serie C

No, il riferimento alla trasformazione zemaniana riguarda quanto detto ad Avezzano al termine dell’amichevole vinta dal Pescara per 3-1 contro il Teramo di Tonino Asta. Il ridente paese marsicano promette infatti di entrare nella storia grazie alla dichiarazione di Zeman, spintosi a dire nientemeno che “della Juventus non parlerò più”. Incredibile, ma vero, per una decisione assunta dopo il turbine di polemiche scatenato da quanto dichiarato da Zeman in un’intervista uscita domenica sul Corriere della Sera: “La Juve non dovrebbe poter giocare in uno stadio in cui sono esposti scudetti che sono stati revocati. Le regole vanno rispettate”.

Apriti cielo nel popolo bianconero, che già non aveva creduto al miele zemaniano primaverile (“Non ce l’ho mai avuta con la Juve, ma con chi l’ha fatta vincere in maniera poco limpida” disse, anzi ridisse, Zeman a Pasqua prima dello scontro diretto di Pescara). Insulti come se piovesse per un uomo che ha sempre amato la verità, ma che da qualche tempo sembra amare più che altro l’andare controcorrente appositamente.

Leggi anche:  Juventus, gara importante: primato e sorteggio più agevole

Detto che nell’intervista Zeman aveva sparato a zero pure contro la gestione del mercato di Inter e soprattutto Milan, criticato nonostante l’opulenza della propria campagna acquisti peraltro non ancora terminata anche per bocca di Vincenzo Montella, e non aveva lesinato ironie pure sulla Roma, relativamente al caso Totti, è chiaro che il discorso Juve da ormai 19 anni, dai tempi della celebre “battaglia antidoping di Zdenek”, stimola i giornalisti. Fin troppo, visto che nel pezzo del Pescara non si è mai parlato. Un peccato, dal momento che gli adriatici saranno tra i protagonisti del campionato e che c’è curiosità per il ritorno di Zeman in B. E un peccato che rischia di strumentalizzare le spesso sagge parole dell’esperto tecnico in una fonte gratuita di polemiche, spesso sterili.

Leggi anche:  Champions League, primo arbitro donna: dirigerà la Juventus

Ora, però, basta: “Della Juventus non voglio più parlare perché quando ne parlo bene non esce niente, e poi quando ne parlo in un altro modo capita che qualcuno si fa una domanda e si dà una risposta. Per questo preferisco non parlarne”. Ora la parola passa al campo, anzi al… microfono. Si accettano scommesse: più probabile che la parola “Juve” non esca più dalla bocca del mister o vedere una linea difensiva zemaniana al limite della propria area di rigore?

  •   
  •  
  •  
  •