Fiorentina, il punto dopo la gara contro l’Inter a San Siro

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui

Esiste un libro del 1981 dello scrittore Gabriel Garcia Marquez, che si chiama “Cronaca di una morte annunciata”; sei anni dopo, il regista Francesco Rosi ne trasse un film, che però non venne apprezzato dalla critica. Con il dovuto rispetto per l’esito finale e l’impegno della viola, si potrebbe definire questa partita, ” cronaca di una sconfitta annunciata”.

La Fiorentina, messa in campo da Pioli, se si eccettuano Tomovic e Sportiello (invero utilizzato poco da Paulo Sousa), era totalmente nuova: talmente nuova da lasciare spazio e iniziativa ai nerazzurri, guidati da un Icardi in ottima forma, tant’è vero che dopo nemmeno un quarto d’ora la squadra di Spalletti aveva in mano la gara, con due reti che gridavano vendetta: un rigore che si poteva dare come no (ma nessuno ha protestato) e una seconda rete figlia di un’amnesia proprio dell’ex genoano e leccese, quel Tomovic che dal 2012 gioca in riva all’Arno. Fiorentina vittima sacrificale? Certo che no, visto che a furia di dai e dai, si è arrivati, seppur in maniera raffazzonata, alla porta di Handanovic. Certo, le attenuanti sarebbero tante e prima di tutte il famoso amalgama, tanto invocato una trentina di anni fa e più dal fu presidente del Catania Angelo Massimino. Una squadra rinnovata non può avere i ritmi di giocatori che si conoscono da anni, e non basta il consumato impegno di gente come Benassi, Simeone, Gil Dias e altri per arginare la voglia di segnare e vincere della nuova Inter targata Spalletti. Ma è tutto da buttare? Per fortuna no, perché la reazione c’è stata e senza la seconda amnesia di Tomovic, forse il 2-0 sarebbe stato un risultato accettabile. Magari meglio ancora sarebbe stato perdere 2-1, come a Torino nella prima partita della scorsa stagione; ma lì c’era una squadra diversa, modalità diverse ecc.

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Qui tutto nuovo e la giustificazione ci potrebbe stare, sommata anche alla squalifica di un certo Federico Chiesa. Pioli tenta di correre ai ripari e schiera Babacar; ma chi si aspetta il senegalese al fianco di Simeone (hai visto mai?) rimane deluso perché egli fa il proprio ingresso in campo in luogo dell’ex-genoano. Giusto il tempo del palo di Veretout e arriva la mazzata finale del 3-0 di Perisic. Insomma, l’Inter gode, e fa sembrare fenomeno persino Nagatomo. Non si offendano i nerazzurri, perché a molte squadre di seconda fascia farebbe assai comodo, ma il giapponese non era propriamente al meglio della forma. Gli ex viola? Poco pervenuti ma questo agli sconfitti cale decisamente poco. Come sempre accade, bisogna decisamente guardare avanti, archiviando questa partita che ha avuto il pregio di non essere ad una sola porta, anche se le premesse sembravano dire questo. Domenica arriva la Sampdoria, reduce dalla vittoria di misura contro un arcigno Benevento. Bisognerà capire cosa vorrà fare Pioli e chi farà spazio al rientrante Chiesa.  Se l’ex tecnico di Lazio e Inter dovesse rifarsi alle pagelle, dovrebbe schierare 3/4 di giocatori diversi da quelli di domenica. Di certo potrebbe tentare la carta Badelj e provare Hagi: anche se giovane, metti che sia una bomba come lo fu Chiesa nella passata stagione? Prima della fatidica gara dello Stadium (che arriva troppo presto), ci saranno, dopo la gara con i blucerchiati, Verona al Bentegodi, e Bologna tra le mura amiche: almeno in casa bisognerà fare punteggio pieno, anche e soprattutto per il morale.

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