I malati immaginari

Pubblicato il autore: Sergio Campofiorito Segui

Il nuovo calciomercato, tra certificati medici e medici della mutua


E’ allarme pandemia tra diversi calciatori in attività, tanto che il Ministero della Salute ha deciso saggiamente di alzare il livello di allerta medica per tutte le squadre che hanno dipendenti in predicato di cambiare casacca. Non potrebbe succedere altrimenti: le cronache ospedaliere, infatti, riportano continuamente di “gastroenteriti acute“, “disagi psicologici“, “stati di agitazione“, “menarca” e, nei casi più disperati, addirittura “sars“, “doppi scappellamenti a destra“, “scolo” e “gomiti che fanno contatto con il piede (cit. Elio e le Storie Tese). Una moria simile a quella che scoppia a Capodanno tra i vigili urbani di Roma. Le patologie, sulle quali non c’è da scherzare, hanno costretto la ministra “Beatroce” Lorenzin a varare un avanzato protocollo di profilassi che prevede la sommministrazione di 137 vaccini a salvaguardia della salute degli atleti, dei congiunti e delle case farmaceutiche. In pratica, l’aggraziato sedere di Kalinic sta per diventare un puntaspilli. E’ il giochino puerile, sporco, e pusillanime dell’estate 2017: si immagini il bimbominkia che, finita la stagione calcistica, passi le vancaze beato in qualche località chantosa del globo terracqueo, e vuoi che in riva all’esotico mare non vi sia qualche onesta fanciulla, o virtuoso fanciullo, che gli attacchi una tra gonorrea, febbre tifoide, gotta e morbo della mucca pazza? Può certamente succedere. Così, consultato il medico della mutua, il calciatore faxa un certificato alla società di appartenenza lamentando di non essere in condizione di presentarsi al ritiro precampionato. Succede anche che, intanto, “I malati immaginari” riescano ad accasarsi in un’altra squadra, guarendo improvvisamente come curati dal dottor House o persino miracolati come il biblico Lazzaro. Così, Bernardeschi ha declinato il classico “mal di pancia” in una più clinica “gastroenterite acuta“, riuscendo a scansarsi il ritiro toscano in attesa che la Juventus pagasse le cambiali per portarlo a Torino; Keita scambierebbe volentieri il suo attuale “Disagio psicologico” con “Il morbo della Zebra pazza” e intanto si tiene alla larga da Formello come fosse un lebbrosario; peggior sorte è capitata a Kalinic che prima si è fatto beffe dello scadenziario fiorentino per colpa (merito?) di un furto avvenuto nella sua villa in Croazia e poi, nella speranza (avvenuta) che il Milan rompesse il salvadanaio, è caduto vittima di un repentino “Stato di agitazione“. Tra i disagiati psicologicamente e “Lazzaroni” di questa virulenta estate si inseriscono anche Spinazzola (che diserta Bergamo sognando la Juve) e, soprattutto, Marco Verratti: il giocatore del Psg, dopo aver scaricato il suo storico procuratore Di Campli (“reo” di aver spifferato al mondo il desiderio del centrocampista di passare al Barcellona, facendo imminchiare parecchio gli sceicchi) è entrato nella corte di Raiola, uno che ha il medesimo concetto di fedeltà di Madame Bovary. “Le parole del mio agente non corrispondono al mio pensiero” ha poi affermato l’indefesso Verratti (disturbo della memoria a breve termine?) al riguardo del cornuto e mazziato Di Campli.
Di ben altra risma la querelle Kondogbia/Inter, appena risoltasi col passaggio del francese al Valencia dopo settimane di capricci. Pare che i nerazzurri abbiano tentato di trattenere il centrocampista contro la sua stessa volontà. Qui il certificato medico è stato prodotto dalla stessa dirigenza spagnola a scapito dei colleghi meneghini al fine di attestarne l’incapacità di intendere e di volere. Il documento denunciava un lapalissiano caso di Dementia praecox. Nome scientifico del più abusato “rincoglionimento”.

  •   
  •  
  •  
  •  
Leggi anche:  Telecronisti Serie B 6^ giornata: tutte le voci Sky e DAZN