Il re del mercato? Il certificato medico!

Pubblicato il autore: Jordan Cortina Segui


Mandano certificati medici guarendo, miracolosamente, quando ottengono ciò che vogliono, cioè accasarsi in un altro club. E’ la tendenza lanciata quest’anno dai calciatori, un modo per forzare la mano alle rispettive società di appartenenza e partire verso lidi più graditi. L’ultimo caso, di una lunga serie, è quello di Niang che ha inviato al Milan un certificato medico di dieci giorni per stress psicologico. L’esterno rossonero ha spiegato che non si tratta di uno stress dovuto a motivi tecnici o di spogliatoio, ma semplicemente perché la vicenda di mercato che lo vede coinvolto lo ha gettato nello sconforto. Niang vorrebbe accasarsi al Torino e aspetto che Cairo formuli l’offerta giusta al Milan che invece lo spinge verso lo Spartak Mosca, club russo disponibile a sborsare una cifra importante per accaparrarsi le prestazioni del giovane attaccante. Vedremo come andrà a finire l’ultimo dei diversi casi che hanno caratterizzato l’estate. Proprio al Milan è approdato recentemente Nikola Kalinic, attaccante croato proveniente dalla Fiorentina, alla quale aveva recapitato un certificato medico comunicando di non potersi allenare per lo stress provocatogli dalla lunga trattativa tra il club viola e quello milanista. Risolti i problemi burocratici anche Kalinic, magicamente, ha risolto quelli di salute presentandosi regolarmente il giorno delle visite mediche a Milanello dove invece è stato trovato in splendida forma. Come il croato anche Bernardeschi ha preferito disertare gli allenamenti per forzare la mano ai viola e accelerare il suo trasferimento alla Juventus. L’ex fantasista della Fiorentina si è preso gli insulti e gli sberleffi dei tifosi che non hanno di certo abboccato. Una vicenda che certamente non ha contribuito ad un divorzio semplice e tranquillo. Qualche giorno fa lo stress si è impadronito anche di Geoffrey Kondogbia che ha inviato un certificato al medico all’Inter per non allenarsi e spingere verso la cessione al Valencia concretizzatasi proprio nei giorni scorsi. Lo strappo è stato provato anche dall’atalantino Leonardo Spinazzola il quale, però, non è riuscito a convincere il club bergamasco ad anticipare il rientro alla Juventus di un anno. Nella stagione appena partita, il giovane terzino, dovrà “accontentarsi” di vestire ancora la casacca neroazzurra. L’altro certificato medico ancora in essere è quello che Keita Baldè ha recapitato alla Lazio: una vicenda spinosa e una risposta del ragazzo alla mancata convocazione per la Supercoppa Italiana. L’attaccante è destinato ad andare via ma Lotito vuole scegliere e aspettare l’offerta giusta prima di privarsi di una pedina importante che ha un futuro roseo davanti a sé. Tutti i calciatori citati hanno avuto, in comune, la guarigione istantanea con la firma dei nuovi contratti e sono riusciti a non perdere neanche un allenamento. Miracoli della medicina! In realtà il calcio dovrebbe interrogarsi su quanto sta accadendo mentre in molti parlano di perdita del valore della firma di un contratto. E’ anche colpa delle società se oggi sono i calciatori a decidere dove andare a giocare avendo ormai il coltello dalla parte del manico. I club, per non perdere il patrimonio, non accettano la sfida lasciando fare ai procuratori il bello e cattivo tempo.

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