Inter a due facce, gli errori e gli aggiustamenti di Spalletti

Pubblicato il autore: Peppe Fiorino Segui

Mauro Icardi gela l’Olimpico con una doppietta

L’Inter supera 1-3 la Roma all’Olimpico, aggiudicandosi il primo big match della stagione, con la solita doppietta del capitano Mauro Icardi e il primo gol nerazzurro di Vecino dopo aver subito il vantaggio di Dzeko e aver sofferto per buona parte della gara. La Roma colpisce tre legni con Kolarov, Nainggolan e Perotti e domina per tutto il primo tempo e per l’inizio della seconda frazione di gioco, recriminando anche un rigore per fallo di Skriniar su Perotti, episodio sul quale questa volta non è intervenuto il VAR, Riguardo a questo episodio Di Francesco nel dopo partita si è arrabbiato molto, utilizzando un’espressione forse poco felice: “Non alleno più il Sassuolo, meritiamo più attenzione”; di parere opposto Spalletti, fischiatissimo dal pubblico di fede giallorossa, secondo il quale non è rigore.
L’allenatore dell’Inter schiera nel primo tempo una squadra quasi identica a quella dello scorso campionato, con le eccezioni di Skriniar, Borja Valero e Vecino, e si nota per tutto il primo tempo, con il gioco lento, gli uomini di fascia da prestazione insufficiente, l’attacco supportato poco e male, la difesa con poca copertura e il troppo spazio concesso ad un giocatore pericoloso come il belga Nainggolan, non a caso obiettivo fallito di mercato della dirigenza interista. Si nota immediatamente l’errore di inserire a centrocampo Gagliardini e non Joao Mario, in grande spolvero sia nel precampionato che da subentrato contro la Fiorentina, con l’avanzamento di Borja Valero dietro Icardi; altro errore sembrato evidente è stata la scelta di Nagatomo a sinistra e non il neoacquisto Dalbert, giustificando il fatto di portare in panchina Joao Cancelo arrivato da poco e non ancora inserito nei meccanismi. Il primo tempo racconta di un’Inter già vista nella passata stagione, dove il pallone spesso viene perso in maniera grossolana e si subisce l’avversario, dove si sbagliano le cose più semplici e la difesa è in balìa degli avversari. Dopo un errore clamoroso di Icardi sullo 0-0 arriva il vantaggio giallorosso con il bosniaco Dzeko, che raccoglie l’invito del compagno Nainggollan e trafigge Handanovic. Il primo tempo termina come se fosse finito un incubo per la banda Spalletti, incapace di trovare il minimo spiraglio dopo il gol della Roma.
Nel secondo tempo il tecnico nerazzurro tenta di aggiustare le cose inserendo Joao Mario al posto di Gagliardini e spostando Borja Valero più indietro, ma la musica inizialmente sembra non cambiare e Perotti colpisce un altro palo per la fortuna di Handanovic, ma la mossa si rivelerà giusta: il centrocampista portoghese quando tocca palla sposta gli equilibri della partita e costringe i centrocampisti della Roma ad arretrare, uno su tutti Nainggolan, creando superiorità numerica in avanti e infatti arriva il pareggio del solito Icardi che con un guizzo fulmina Alisson. Ormai si è accesa la luce e il centravanti argentino compie il capolavoro: stop in area si gira e lascia partire il destro del sorpasso, siglando la seconda doppietta in due incontri. La squadra di Di Francesco si è disunita e l’Inter riparte in contropiede cercando di chiudere il discorso, ma Alisson si oppone a Joao Mario. Nel frattempo è entrato Dalbert per Nagatomo e cambiano le cose anche in questo caso: il terzino a lungo corteggiato si impone sulla fascia, salva un gol quasi sulla linea, si sovrappone, guadagna qualche punizione nella metà campo giallorossa e insieme a Perisic manda in tilt Juan Jesus. Dalla sinistra infatti arriva il terzo gol che chiude i conti: l’ala croata dell’Inter si invola e mette al centro un pallone che Vecino, perfetto nell’inserimento, devo spingere in porta. I nerazzurri vincono una gara difficile e ottengono 3 punti in casa della Roma, però non si riesce a comprendere il black out per quasi 70′ e perchè Joao Mario e Dalbert siano partiti dalla panchina: il primo sembra il più in forma insieme ad Icardi, Perisic e Skriniar (difensore che in special modo stasera ha evitato guai peggiori alla sua retroguardia facendo da ultimo baluardo) e il secondo, fortemente voluto da Spalletti e dalla dirigenza, che in pochi minuti ha fatto vedere di essere nettamente superiore al giapponese Nagatomo, sia in fase difensiva che offensiva.
Per finire, c’è da lavorare molto ancora sulla mentalità di questa squadra che nel primo tempo era ripiombata nel baratro che l’aveva afflitta nella scorsa stagione, aspetto su cui Spalletti si è soffermato molto nelle varie interviste e conferenze stampa, ma ancora la famosa coscienza nei propri mezzi non sembra essere vicina.

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