Napoli – Nizza, Mertens recrimina: “Il 2-0 è troppo poco, nel finale volevo esserci”

Pubblicato il autore: Matteo Deklan Cecchetti Segui


Dries Mertens è un fiume in piena. Il gol che ha aperto lo score del playoff di Champions contro il Nizza ha ribadito ancor di più il valore del fiammingo, sempre più calato nel ruolo di finalizzatore. La via del gol è di casa per l’attaccante di Maurizio Sarri, sempre meno falso nueve e sempre più infallibile cecchino. L’imprevedibilità, la velocità di pensiero, il dribbling “easy” sono sempre state le prerogative di maggior rilievo del background dell’attaccante, nato a Lovanio il 6 Maggio 1987.  La stagione scorsa è stata dal punto di vista realizzativo fenomenale per l’attaccante della nazionale belga: 46 partite e 34 reti segnate, 28 delle quali nella Serie A. E pensare che non doveva nemmeno giocare nel ruolo di centravanti. L’infortunio che ha mandato ko Arkadiusz Milik ha spalancato a Mertens, il ruolo da prima punta e le luci della ribalta.

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Sono sintomatiche le prime impressioni rilasciate a caldo dopo la sfida di mercoledì scorso contro il Nizza. Mertens è apparso contrariato al momento della sostituzione e lo ha ribadito, se pur con toni pacati, ai microfoni. Il rammarico è palpabile. “Il 2-0 è troppo poco” il virgolettato del belga a fine gara. La qualità della manovra espressa meritavano sicuramente un parziale più rotondo. L’approdo al tabellone principale della Uefa Champions League non è in discussione ma uno spiraglio per la squadra di Lucien Favre rimane anche per il possibile debutto dell’eroe del triplete neroazzurro Wesley Sneijder in tandem con Mario Balotelli, anche lui assente nella gara d’andata. L’opportunità di incrementare il proprio bottino personale era concreta visto la doppia inferiorità della squadra transalpina e la fluidità di manovra azzurra. Una rete siglata, due occasioni limpide divorate, l’assolo dirompente culminato con il penalty trasformato da Jorginho sono il biglietto da visita del folletto di Sarri, proiettato sempre più nella stagione che potrebbe essere quella della definitiva consacrazione.

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