Supercoppa Juventus: quei segnali poco Allegri che non andavano sottovalutati

Pubblicato il autore: Giacomo Garbisa Segui

Massimiliano Allegri sembra interrogarsi sul futuro della Juventus

Premessa: la Lazio ha disputato un’ottima partita, ha meritato pienamente la Supercoppa, il rocambolesco 2-2 della Juventus maturato negli ultimi cinque minuti non avrebbe reso merito a quanto visto in campo, a Roma sponda biancoceleste possono godersi un signor allenatore perché Simone Inzaghi sta dimostrando grandi qualità – tatticamente ha annichilito la Juventus – nonostante abbia perso Biglia rispetto alla passata stagione e sia stato costretto a rinunciare a Keita probabilmente per “ordini” di scuderia, visto che lo stesso attaccante ha negato qualsiasi infortunio.

Tutto ciò premesso e reso onore alla Lazio, poi c’è l’altra faccia della medaglia: la Juventus si è dimostrata poco competitiva, ha palesato gli stessi identici problemi visti nel precampionato, tatticamente messa male in campo o comunque non pronta a rispondere alle mosse della Lazio e anche Massimiliano Allegri ci ha messo del suo, perché la formazione iniziale – undici giocatori “vecchi” senza il coraggio di inserire alcuna nuova pedina – non ha assolutamente convinto.

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Una settimana fa avevamo, dopo il 2-0 di Londra contro il Tottenham, avevamo sollevato alcuni dubbi che, nella prima gara ufficiale della stagione, si sono palesati nuovamente. Partiamo da un dato inconfutabile: in cinque partite contro avversari veri (Barcellona, Roma, Psg, Tottenham e Lazio), la Juventus ha incassato dieci gol. La difesa è sotto esame da un pezzo, ma non solo questo reparto. Dire già se l’addio di Leonardo Bonucci porterà conseguenze gravi è ancora presto, certo i primi segnali non sono incoraggianti. La coppia centrale Benatia-Chiellini non offre garanzie, l’ingresso di De Sciglio ha confermato tutti i dubbi sul laterale ex Milan che difficilmente può essere il giocatore che farà fare il salto di qualità. Ma, oltre alla difesa, una bocciatura piena è arrivata anche al centrocampo: Pjanic resta un punto di domanda, stilisticamente bello ma poco concreto, e Khedira non è un fulmine di guerra. Perché allora non far partire Marchisio? In tanti se lo sono chiesti specie dopo il precampionato del Principino. Possibile non se lo sia chiesto anche Allegri?

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Davanti la Juventus ha buoni piedi, Dybala ha dimostrato di essere decisivo anche se deve essere chiaro che i due gol sono arrivati da palla inattiva. Douglas Costa ha fatto vedere buoni spunti, il più propositivo delle punte/mezze punte/attaccanti esterni bianconeri. Che sono tantissime (forse troppe) a dispetto di una sola punta centrale, un Higuain sottotono e prevedibile. Perché se Mandzukic è ormai considerato un attaccante esterno, in punta la Juventus è scopertissima a meno che il salvatore della patria non sia Moise Kean...

Guardando la panchina bianconera al fischio d’inizio della Supercoppa, l’elenco Szczesny, Pinsoglio, De Sciglio, Lichtsteiner, Marchisio, Asamoah, Bernardeschi, Douglas Costa, Rugani, Sturaro, Betancur, Kean lascia spazio a molti interrogativi. Davvero la Juventus 2017-2018 pensa di essere più forte dell’anno scorso? Davvero con questa rosa potrà fare meglio o quantomeno ripetere la passata stagione? I dubbi sinceramente restano, e anche Allegri sembra averne. “Bisogna riattaccare la spina a livello mentale e avere la cattiveria giusta, perché la squadra ha degli ottimi giocatori, ma nel calcio se non hai quell’attenzione, quella cattiveria nel voler portare a casa il risultato, è difficile fare risultato” le parole di Allegri. Perfetto. Ma chi ha il compito di far riattaccare la spina e far ritrovare cattiveria?

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