Allegri a “GQ”: “Smetto tra 5-6 anni. La Nazionale potrebbe interessarmi”

Pubblicato il autore: Yuri Lo Stuto Segui

Massimiliano Allegri sulla panchina della Juve dal 2014

L’allenatore della Juventus Massimiliano Allegri ha rilasciato una lunga intervista a “GQ” di ottobre, a margine della sfida vinta dalla sua squadra in Champions League nel secondo turno del girone eliminatorio contro l’Olympiacos. Molti gli argomenti toccati dal tecnico livornese vincitore di 3 scudetti consecutivi ed altrettante Coppa Italia da allenatore della Juve, ma al centro della questione uno degli spunti più interessanti, ovvero quello riguardante il suo futuro professionale.
Allegri risponde così alla domanda sul suo futuro più immediato: “Credo proprio che nel momento in cui smetterò di divertirmi nel scendere in campo con i miei giocatori smetterò quindi di allenare. Ma ciò potrebbe avvenire tra 5 o 6 anni, almeno risolverò il problema della noia. Al momento è motivo, per me, di grande orgoglio vedere dei giovani talenti emergere e crescere, a me piace insegnare ed essere lo spunto da prendere in considerazione per poter migliorare. Questo è per me motivo di grande soddisfazione e vedere giovani ragazzini crescere, maturare e diventare grandi è un’emozione notevole che questo mestiere mi riesce a dare. E’ un qualcosa di magico che mi porterò sempre dentro, ma nel momento in cui questa sensazione verrà a mancare sarà arrivata l’ora di farmi da parte per dedicarmi ad altro.”.

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Allegri però ammette che l’epilogo potrebbe essere diverso nel caso in cui la Nazionale italiana dovesse essere alla ricerca di un ct: “L’idea di smettere tra 5 o 6 anni c’è, però le cose potrebbero andare diversamente se la Nazionale dovesse avere bisogno di me. Allenare la Nazionale è diverso, dato che non si sta a contatto con i calciatori a tempo pieno ma solamente ogni tot di tempo, ma è sicuramente una sfida affascinante, ma soprattutto un motivo d’orgoglio.
Vedo dei grandi prospetti nei ragazzi nati tra il 1992 ed il 2000, sicuramente sarà una base dalla quale partire per poter costruire, un giorno, una grande selezione di talenti, che saranno il futuro di una Nazionale forte.”.
Queste le parole di Max Allegri che poi si sofferma anche sulla Champions League, lui che è arrivato due volte a sfiorarla in 2 finali negli ultimi 3 anni, trofeo che ancora non è riuscito a conquistare: “Si sa, vincere la Champions League non è mai facile, perché le finali si vincono e si perdono, ma è così da sempre, mica solo per la Juventus. Questo vale per tutti, soprattutto per i giocatori che scendono in campo, i quali dovrebbero metterci anche un pizzico di sana follia, oltre che all’incoscienza che sommata al talento che hanno, può essere la chiave per fare grandi cose. Si deve essere folli e mettere via i ragionamenti, bisogna essere spensierati e pensarsi invincibili. Di fenomeni al giorno d’oggi ce n’è uno o due come è sempre stato, però tuttora è più complicato vincere la Champions rispetto a 30 anni fa perché ora la differenza la fanno i soldi e grazie ad essi le società possono godere di fenomeni sommati ad un gruppo di giocatori veramente forti.”.

Questa è l’intervista di Massimiliano Allegri che annuncia che in mancanza di stimoli abbandonerà il calcio da allenatore e si dedicherà ad altre attività. Ovviamente Nazionale permettendo…

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