Buon compleanno ad Andrij Shevchenko, l’usignolo di Kiev compie oggi 41 anni

Pubblicato il autore: Andrea Gravina Segui

Shevchenko

Considerato uno dei più forti attaccanti di tutti i tempi, uno dei più completi senza dubbio, compie oggi 41 anni Andriy Shevchenko simbolo di un’intera nazione, l’Ucraina, e di una gloriosa epopea nel Milan di Berlusconi culminata con la vittoria del Pallone d’oro nel 2004.
Nato a Dvirkivscyna, villaggio nell’Oblast’ di Kiev, all’età di 3 anni va a vivere con la famiglia a Kiev. Si consacrò nel team più conosciuto della città sovietica, la Dinamo Kiev, dopo aver compiuto tutta la trafila delle giovanili ed esordì in prima squadra nel 1994 disputando in 5 anni circa 117 partite segnando 60 gol, la media di una rete ogni due gare.
Faccia da bravo ragazzo, timido ed introverso, arriva al Milan nell’estate del 1999 pagato circa 50 miliardi del vecchio conio, esordendo in campionato il 29 agosto con il primo di una lunga serie di gol che lo porteranno ad essere il secondo marcatore di sempre della storia rossonera.
Quello stesso anno si laureò marcatore del campionato con 23 segnature, impresa riuscita prima solo ad un certo Michel Platini.

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Nel 2003, nonostante un grave infortunio al menisco esterno del ginocchio sinistro ad inizio stagione, “l’usignolo di Kiev” portò il Milan alla vittoria della Champions League grazie al gol nel famoso rigore contro la Juventus nella finale di Manchester.
Nel 2003/2004 Shevchenko vinse lo scudetto ed il titolo di capocannoniere della serie A con 24 gol in 32 partite; per festeggiare al meglio, nell’estate del 2004 sposa in una cerimonia privata a Washington la modella statunitense Kristen Pazik, conosciuta nel 2002.
Per il Milan lo scudetto 2004 è stato il primo titolo nazionale dopo 4 stagioni di digiuno, per l’ucraino il secondo successo nella classifica marcatori dopo quello conseguito nel 1999/2000.

Dopo 7 anni di glorie e soddisfazioni personali, con il Pallone d’oro strameritato nel 2004, lascia San Siro nell’estate del 2006 per trasferirsi in Inghilterra, alla corte del Chelsea.
Non andò benissimo a Londra, non scoccò mai la vera scintilla con la City, collezionando poche presenze con la casacca dei Blues nei due anni di permanenza Oltremanica.
Non a caso, l’attrazione fatale verso Milano prese il sopravvento dentro di lui e fece ritorno sotto la Madonnina nell’estate del 2008 in prestito, a 32 anni. Giocò una sola stagione, poichè il Milan non riscattò il suo cartellino, rientrò al Chelsea con il quale rescisse il contratto e chiuse la carriera dove l’aveva cominciata, alla Dinamo Kiev. Per l’Ucraina Shevchenko rappresenta una vera e propria istituzione, dall’alto dei 48 gol segnati in 111 partite giocate con la propria nazionale, della quale oggi ne è l’allenatore.
Nella sua intensa carriera, oltre al già citato pallone d’Oro, Sheva ha vinto di tutto con 5 campionati ucraini, 3 Coppe d’Ucraina, una Coppa Italia, uno Scudetto, una Supercoppa italiana, una Coppa d’Inghilterra, una Coppa di Lega inglese, un Community Shield, una Supercoppa d’Ucraina, una Champions League e una Supercoppa UEFA.
Inutile star qui a raccontare quanto per tutti i tifosi milanisti Shevchenko occupi un posto fisso nel cuore e nella mente, un ricordo incancellabile grazie ai suoi 175 gol complessivi in 322 presenze.
Una leggenda del Diavolo, accolto prima da Zaccheroni e che poi si perfezionò alla scuola del maestro Carlo Ancelotti, arrivando a toccare il cielo con un dito.

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