Da Milano a Lisbona, la storia di Gabigol non è cambiata

Pubblicato il autore: Marco Alessandri Segui

Sembrava dovesse essere il crack del mercato dell’Inter della passata stagione, arrivato dal Santos per quasi 30 milioni. Presentazione in grande stile alla “Ronaldo”, maglia numero 96 e la promessa di diventare ben presto l’idolo dei tifosi interisti e della nazionale brasiliana.  La storia, invece, è nota. Stagione dalle tante panchine condite da una sola gioia (il gol al Bologna che è valso l’1 a 0) e tante ironie social. Il campionato nerazzurro, in seguito, terminerà con un deludente settimo posto e l’esonero di mister Pioli.

A giugno, viene presentato il nuovo allenatore Luciano Spalletti, tecnico che, fin da subito, dichiara di essere disposto a puntare sui tanti giovani presenti in rosa, da Pinamonti a Vanheusden, passando per il terzino Valietti e, appunto, Gabigol. Il brasiliano, però, nei mesi estivi non convince del tutto neanche l’ex tecnico della Roma che decide, così, di mandarlo in prestito. Dopo molte trattative, ecco che alla fine del mercato il giocatore accetta la corte del Benfica, squadra in cui milita uno dei pilastri dell’Inter del tripletse, Julio Cesar.

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Purtroppo, però, finora la storia non è cambiata: tre presenze per lui, per un totale di soli 83 minuti e zero gol all’attivo. In più, come se non bastasse, la notizia trapelata dallo spogliatoio delle “Aquile” secondo la quale ci sarebbe stato un diverbio molto accesso tra lo stesso Gabigol e Jardel, poco prima della disfatta in Champions di Basilea (5 a 0 per gli svizzeri). La sensazione è che, dovesse continuare così, i portoghesi non eserciteranno l’opzione di riscatto, obbligando l’Inter a riprendere quello che, per ora, è il grande “flop” del nuovo corso Suning. Per il bene di tutti, del giocatore in primis, sarà meglio che le cose cambino e che Gabriel Barbosa inizi a dimostrare anche in Europa ciò che ha messo in mostra oltre oceano e che gli è valsa la chiamata di uno dei club più prestigiosi d’Italia e del mondo.

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