Napoli, il caso Hamsik e il “maledetto” record di Maradona

Pubblicato il autore: Andrea Gravina Segui

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L’inizio di stagione di Marek Hamsik è un inedito: sette gare e nessun gol. L’idolo del San Paolo di Napoli appare sottotono e nessuno sa il perchè. Curiosamente la crisi di Hamsik è cominciata a soli due gol di distanza dal record di Diego Armando Maradona (115 per l’indimenticato numero 10 a 113 per lo Slovacco), e c’è chi già parla di “maledizione”.

Napoli ama alla follia il suo condottiero dalla cresta alta, sa che ogni sogno scudetto o Champions League, passerà attraverso le gesta tecniche del proprio numero 17. Il cuore dei tifosi partenopei è immenso tanto da invocare il nome del Capitano praticamente per tutta la partita di ieri pomeriggio contro il Benevento vinto nettamente per 6-0. Hamsik ha bisogno di sbloccarsi, è un fratello in difficoltà, va aiutato.
Siamo al 90′, sul 5-0 viene fischiato un rigore a favore del Napoli, per i 50mila del San Paolo esiste solo un nome che debba calciarlo, perfino il tecnico dei partenopei Maurizio Sarri dalla panchina chiama a gran voce Dries Mertens (autore di una tripletta) per dirgli di lasciarlo tirare a Marek. Dries tentenna e guarda il Capitano. Hamsik fa finta di non sentire nè il mister nè i tifosi e dice a Mertens di non preoccuparsi e calciare.
Perchè per un capitano, per una bandiera, la squadra viene prima di tutto. Ha preferito la gloria di Dries e la possibilità per l’attaccante belga di giocarsi la classifica cannonieri piuttosto che uscire dal tunnel delle critiche con una scorciatoia e avvicinarsi al “maledetto” record di Maradona. Chapeau, “Capitano mio Capitano”.

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