Immobile non smette di segnare, come sono lontani i tempi di Dortmund e Siviglia

Pubblicato il autore: Mimmo Visconte Segui

immobile

Evidentemente non sa stare lontano dall’Italia, lo dicono i numeri e le sue prestazioni in campo, e a gongolare di questo sono i tifosi della Lazio, che pensavano ormai i tempi dei grandi bomber che hanno vestito la maglia biancoceleste, facendone la storia, fossero ormai lontani; invece nell’estate del 2016, Ciro Immobile scelse proprio Roma, per ritornare l’attaccante prolifico che tutti ricordano nella Torino granata e sopratutto a Pescara, squadra e città che lo ha lanciato definitivamamente nel grande calcio, cinque anni e mezzo fa. Il centravanti napoletano però, aveva tentato senza fortuna, anche l’esperienza estera, che un giocatore del suo livello è quasi costretto a fare ad un certo punto della sua carriera. Nel 2014, il Borussia Dortmund investe una cifra non indifferente, per strapparlo al Toro, ma in Germania il talento di Ciro, non esplode, poche presenze e pochi gol, nonostante abbia assaporato, in prima persona il fascino della Champions League, andando anche a segno. Il giocatore però, non si ambienta, ad un tipo di calcio diverso dal nostro e sopratutto il rigido clima tedesco non lo aiuta. Come tanti giocatori italiani, prova a lasciare il segno nella Liga Spagnola, ma giustamente sceglie un club di livello internazionale, il Siviglia, ma anche qui, salvo qualche sprazzo di grandi capacità tecniche dimostrate l’avventura non decolla, nonostante grandi aspettative. Tutti gli addetti ai lavori, si sono chiesti in toto che fine abbia fatto, il vero Immobile, finchè il presidente laziale Claudio Lotito, non decide di riportarlo in Italia e di regalare alla sua gente l’attaccante di razza, tanto invocato da anni, e che forse non vedevano più dai tempi di Marcelo Salas e di Hernan Crespo, giusto per rendere l’idea. Il campano però, si è dovuto prendere sulle spalle una squadra più che accettabile, ma che non è più la schiacciasassi di un tempo, sposandone il progetto cercando con i suoi gol di riportarla in Europa subito, con un tecnico emergente, ma che conosce l’ambiente più di chiunque altro, Simone Inzaghi. Così è avvenuto, 26 gol in campionato, vicino al record realizzativo di 28 a Pescara, in un campionato di B, da record, nel 2011/2012, stracciati nella capitale, i numeri importantissimi di Torino in granata. Quest’anno invece, con una stagione ancora più impegnativa, il feeling con la porta almeno per ora è pazzesco, undici reti, in otto partite, tra campionato, coppe europee e supercoppa, per altro vinta con una doppietta all’unica squadra italiana, che non ha creduto in lui, pur avendolo cresciuto calcisticamente ovvero, la Juventus. Il numero complessivo di gol, complessivo in biancoceleste, è spaventoso, 37 gol! Atteggiamento da vero leader, pur non essendone il capitano e la tripletta al Milan, di dieci giorni fa, ne è la prova. Ieri pomeriggio, ha “ubriacato” la difesa del povero Hellas Verona, con un’altra doppietta da cineteca, la terza stagionale in campionato. Anche in nazionale, inevitabilmente sta lasciando la sua griffe e l’Italia pallonara ne ha un bisogno maledetto, in vista delle quattro partite che stanno per arrivare, sopratutto le ultime due, in cui ci si gioca, il biglietto per il Mondiale e Immobile vuole giocarlo da protagonista.

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