Inter, il consiglio di Moratti: “Servirebbe un Recoba”

Pubblicato il autore: Christian Vannozzi Segui

recobaPur non essendo più presidente né azionista, Moratti non può che rappresentare l’Inter e tornare a parlare del suo pupillo Recoba, spiegando come manchi alla squadra un calciatore come lui che può dare quella mossa vincente nelle partite che si fanno complicate. Un pareggio a Bologna è senza dubbio un risultato rispettabile, ma il gioco ha mostrato una vera e propria involuzione, come ha spiegato anche il tecnico Spalletti, che ha visto una squadra già lenta, andare ancora più lentamente facendosi insegnare il calcio dagli uomini di Donadoni:

Deludendo magari molti interisti che speravano un ritorno del presidente più amato alla guida dell’Inter sotto la proprietà Suning, Massimo Moratti spiega che non ha intenzione di tornare al timone, nonostante la passione e l’adrenalina che questo genera. Probabilmente la carica rimarrà ancora per qualche mese nelle mani di Erick Thohir, entità sempre più evanenscente e mitologica, prima di passare anche questa ai cinesi. Alcuni sperano ancora nell’arrivo di Facchetti o di Angelomario Moratti, idee suggestive che però difficilmente si realizzeranno perché entrambi i candidati hanno ormai altre carriere: “Non nascondo che essere presidente mi manca – spiega Moratti a Sportitalia –  Hai addosso una certa adrenalina quando si ricopre un ruolo del genere, ma non ho nessuna intenzione di rientrare. L’Inter può puntare allo scudetto, ma manca un uomo in grado di sorprendere”

Aggiunge l’ex Patron anche quello che per lui è l’emblema della crisi di questa Inter, ovvero la mancanza di un numero 10 in gradi di stupire e di poter trainare con il suo carisma la squadra. Un giocatore in pratica tipo Lothar Matthäus, Roberto Baggio, Ronaldo, Zlatan Ibrahimovic, Samuel Eto’o, senza dimenticare il suo pupillo, ovvero Alvaro Recoba, giocatore sregolato ma amatissimo, talento vero che ha forse raccolto meno di quanto meritava: “La squadra è partita molto bene, per merito del grande lavoro del tecnico e della rosa a disposizione. Serve però mantenere a partire da questo momento una certa continuità, nonostante, si sa, non sia una cosa semplice. Occorre poi non abbattersi se si giocano partite non stupende o non buone tatticamente. Alla squadra manca un giocatore in grado di accendere la fantasia. Perisic ha più classe degli altri ma nessuno sa essere sorprendente come Recoba. Per vincere lo scudetto bisogna sempre pensare di poterlo vincere, perché questa consapevolezza rende in grado di poterlo vincere”.

Parole di elogio quindi per Spalletti, ma rammarico per non poter più ammirare in campo un Recoba, nonostante la grande classe di Ivan Perisic, che sta facendo bene ed è cercato dai top clubs d’Europa. L’attaccante croato ha infatti mostrato molto tecnicamente, ma non riesce a essere lo spirito dell’Inter come lo è stato Alvaro:“Spalletti ha tutto per poter essere un vincente con l’Inter, anche perché in Italia non ha vinto molto nonostante sia un ottimo tecnico. Ha un carattere molto forte ed è attento. Un paragone con Mancini e Mourinho? Carattere e modo di giocare diversi, la sua Roma esprimeva un ottimo calcio che può replicare a Milano.

Continua l’intervista sulla nuova tecnologia Var, che forse avrebbe dato qualche scudetto in più: “Qualche scudetto in più non saprei, in ogni caso si tratta di una novità rilevante e positiva. Nel 90% dei casi grazie alla Var si raggiungono verdetti positivi. Purtroppo genera dei tempi morti e rallenta la partita, ma è di grandissimo aiuto agli arbitri”. L’intervista si chiude  su Icardi, il nuovo capitano successore di Javier Zanetti: “Icardi è un centravanti vero, con grandissime qualità anche caratteriali. Paragonarlo a Zanetti? Javier venne all’Inter giovanissimo dimostrando da subito di essere il perno della squadra. Icardi può con un po di fortuna imitarlo, sicuramente rimarrà a lungo all’Inter”.

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