Italia, serata da incubo! la Spagna umilia gli azzurri 3-0

Pubblicato il autore: Mimmo Visconte Segui
Un unico grande brivido

 

Lo si sapeva già da molto tempo, che sarebbe stata la partita che avrebbe deciso, i destini del nostro girone in maniera quasi definitiva, e che obbiettivamente imporre il proprio gioco, in casa dei “maestri del calcio” anche se lo hanno inventato gli inglesi, era impresa ardua, ma una resa così netta dovrebbe far riflettere; ieri sera a Madrid, un’ Italia da dimenticare ha perso 3-0, contro la Spagna, nella quart’ultima giornata del gruppo G, di qualificazione ai mondiali, in programma tra nove mesi e mezzo in Russia. Gli azzurri, allo stadio “Santiago Beranebeu” dovevano vincere, per superare in classifica i padroni di casa, balzare al comando del raggruppamento, e invece è successo tutto il contrario. La debacle è nata, dalla scelta del modulo tattico, proposto dal commissario tecnico, Giampiero Ventura, che ha presentato in campo, un disequilibrato 4-2-4, e come la maggior parte degli addetti ai lavori, temeva, a soffrirne di più è stato il centrocampo, che non è stato coperto adeguatamente ed è stato come è normale che sia in inferiorità numerica, in fase di non possesso palla, specie nelle riprtenze avversarie, ma gli interpreti di questo reparto Daniele De Rossi, e sopratutto Marco Verratti, si sono resi protagonisti di una prova assolutamente insufficiente, e costretti a falli tattici, praticamente ad ogni accenno, di contropiede spagnolo. Che dire poi dell’insolito quartetto offensivo, con i centravanti Andrea Belotti Ciro Immobile, che hanno ricevuto, palloni giocabili, con il contagocce.
Assolutamente improponibile l’idea di schierare Lorenzo Insigne, esterno d’attacco, si è palesemente riscontrata la sua insofferenza nel giocare in quel ruolo, completamente con caratteristiche diverse, da quello che ricopre nel Napoli. Antonio Candreva, già con la maglia dell’Inter, fatica ancora a ritornare ai convincenti livelli laziali, in maglia nerazzurra e ieri, non è stato quasi mai pericoloso, anche se le uniche azioni offensive azzurre degne di nota, è stato proprio lui ad innescarle. Il risultato, si mette male, già dopo poco meno di un quarto d’ora di gioco, quando Francisco Isco Alcaron, pennella un calcio di punizione da una distanza invitante, sorprendendo Gianluigi Buffon, sul suo palo di competenza, rendendo il risultato in salita. La reazione azzurra è sterile, anche se Belotti, ci prova con un colpo di testa dei suoi, ma trova pronto, l’estremo difensore dei padroni di casa, David De Gea. La Spagna, pratica il suo lento gioco in fase di impostazione, ma quando parte fa male Gerard Piqué sfiora il gol di testa,  e poco più tardi, Leonardo Bonucci, devia provvidenzialmente un tiro di Dani Carvajal, dimenticato dai terzini italiani, in particolare da Leonardo Spinazzola, spaesato, inesperto e fuori condizione, dopo le vicende di mercato, che lo hanno visto protagonista. Poco dopo però, Isco, fa di nuovo malissimo mancino quasi da fermo, non potente anzi, ma estremamente angolato, dopo essersi “bevuto”in dribbling Bonucci, che vale il raddoppio delle “furie rosse”. Serata da sogno, per l’attaccante esterno nel suo stadio di casa, e gli 85.000 spettatori, del Bernabeu, gli riservano un’ovazione.

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Dopo soli 40 minuti di partita, è già notte più che fonda, ma ad inizio ripresa, l’Italia fa di tutto per farsi ancora più male, quando un’azione interessante sulla fascia sinistra di Immobile, non viene sfruttata da Insigne, che invece che tirare a dovere da ottima posizione, fa il migliore possibile a De Gea, che però non trattiene, il pallone, ma Candreva, non ne approfitta a dovere. E’ un fuoco di paglia, perchè Buffon, salva l’Italia da una disfatta, impedendo a Carvajal il tris spagnolo, ma il passaggio di Isco, per il compagno di squadra, è un qualcosa di calcisticamente poetico. Entra Alvaro Morata e al primo pallone che l’ex juventino tocca, sentenzia il risultato, con un facile tocco vincente sottoporta, su cross basso di Sergio Ramos,  stavolta il 3-0 purtroppo c’è ed è strameritato. Ventura è accigliato di rabbia e mette pericolosamente la sua testa a contatto con la panchina e avrebbe tutti i motivi, per farlo, perchè il responsabile principale di questa severa lezione è proprio lui. Magari con un modulo più di copertura, l’Italia sarebbe uscita comunque battuta, ma forse in maniera non così vergognosa. Eppure, appena 15 mesi fa, la Spagna uscì dal confronto con gli azzurri, con le ossa più che rotte agli ultimi europei. Evidentemente però, Ventura e Antonio Conte, hanno caratteristiche di gioco, a volte ben diverse ed un’altro tipo di mentalità. Quel che è certo, e che l’Italia pallonara, per avere in mano il biglietto mondiale, dovrà disputare la doppia partita di spareggio, non accadeva da 20 anni, oltre naturalmente alle tre partite rimanenti nel girone, che però vanno vinte, per evitare un naufragio totale e di rimanere a casa, senza appello, davanti alla tv, possibilità remota, ma non del tutto e se accadesse, facendo gli scongiuri, anche Carlo Tavecchio, presidente federale, dovrà inevitabilmente farsi da parte.

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