Juventus e Napoli ancora vittoriose. Ma cosa succede se si invertono i ruoli?

Pubblicato il autore: Giovanni Smaldone Segui

18 punti per entrambe. 6 vittorie consecutive nelle prime 6 partite di campionato. Nei maggiori campionati Europei non accadeva dal 2013/2014 quando in Spagna a punteggio pieno dopo 6 giornate c’erano Barcellona e Atletico Madrid. Vittorie diverse quelle di Juventus e Napoli, ma per la prima volta da quando la sfida Sarri – Allegri si è palesata, la Juventus “ha fatto” il Napoli e viceversa.

Ore 18 di ieri stadio Paolo Mazza di Ferrara. Arriva il Napoli in gran forma dopo aver strapazzato Benevento e Lazio a domicilio. La Spal ha mostrato gran cuore fino ad ora ma nulla più. Partita dall’esito scontato, sembrerebbe, ma in realtà è molto diverso. Pronti via e dopo 13 minuti goal di Schiattarella; Napoli che sembra impacciato e incapace di sviluppare il gioco in velocità che lo contraddistingue. Spal-NapoliRiesce a riacciuffare il pari velocemente con Insigne ma col prosieguo della partita non si sblocca come in altre occasioni, anzi continua a rallentare. Arriva la giocata (gran cross di Ghoulam) e il goal del 2 a 1 di Callejon al 72esimo. Sembra di rivedere le partite con Bologna e Atalanta in cui il Napoli ha fatto fatica ma è riuscito a passare in vantaggio nel secondo tempo e poi ha dilagato. Ma qualcosa va’ storto.

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Il Napoli non solo non dilaga ma soffre maledettamente la Spal che riesce addirittura a pareggiare con il goal di Viviani all’ottantesimo. Sembra ormai finita; tutti pronti a scrivere “ecco il solito Napoli di Sarri che si scioglie difronte alle difficoltà”. E invece ecco la zampata di Ghoulam (si ancora lui, migliore in campo per distacco).
Vittoria e sofferenza, gioco non brillante e partita portata a casa con la spada anzichè col fioretto. Squadra cinica per la prima volta ,probabilmente, da quando Sarri allena la truppa azzurra. Il Napoli ha fatto la Juve. In una giornata in cui i meccanismi erano inceppati; il cinismo l’ha fatta da padrone. Poche occasioni da goal, capitalizzate al meglio. Inutile dire che partite così il Napoli non le avrebbe mai vinte negli scorsi anni; E’ questa la strada giusta da seguire? Si dice che le squadre vincenti sono quelle che portano a casa partite che non meritano di vincere. Se davvero Sarri riuscirà a cucire l’abito del cinismo sulle maglie azzurre, davvero quest’anno il Napoli potrà lottare fino in fondo per vincere lo scudetto. La domanda è una sola: se una squadra fà del bel gioco la sua arma principale, le si può insegnare a vincere giocando male?
Lo scopriremo alla fine di questa stagione.

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Ore 20.45 Allianz Stadium, Torino. Derby della Mole. Alla vigilia l’allenatore granata Sinisa Mihajlovic ha caricato la sua squadra con la convinzione di potersela giocare. In molti pronosticavano una partita alla pari… non è stato così. 4 a 0 Juventus e partita mai in discussione. E’ pur vero che  dopo 24 minuti il Torino è rimasto in 10 per la sciagurata espulsione di Baselli, ma sono quei primi minuti che raccontano di una Juve diversa. Squadra rapida, capace di uscire dal pressing alto degli avversario con tocchi precisi (vedi azione della prima ammonizione di Baselli). La presenza di un attaccante forte fisicamente come Mandzukic ha reso la squadra più “armoniosa”. Molte sponde e libertà per i tre dietro la punta di sfidare continuamente nell’uno contro uno il proprio avversario diretto, anticipando il raddoppio. La crescita esponenziale di Pjanic è sotto gli occhi di tutti. Matuidi detta i tempi del pressing a tutta la squadra (come se giocasse nella Juve da anni) e con le sue giocate rende il serbo ancora più sicuro di tentare le sue.

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Dopo l’espulsione non c’è stata più partita e la Juventus ha passeggiato sui resti del Torino. Sembrava una Juve “napoletanizzata” fatta di automatismi e di giocate spettacolari.

Dybala continua a stupire per il modo con cui gioca e per quanto è decisivo quest’anno. Il soprannome di “Eletto” datogli da Lele Adani gli calza a pennello.
Nessun caso Gonzalo Higuain, sia chiaro. La sua è stata solo sfortuna di non giocare nella partita migliore che la Juventus ha giocato quest’anno.
Allegri ha parlato di condizione in crescita. Se la Juventus, correndo,  riuscirà ad esprimere questo gioco sarà difficile fermarla e anche in Europa potrà dire la sua. Già in settimana l’impegno di Champions ci farà capire se il derby è stata una partita a sè o se ha dato vita ad una Juve diversa, fatta di gioco e di giocate.

In attesa dell’ 1 Dicembre (giorno di Napoli- Juventus) godiamoci queste due squadre, così diverse ma mai come questa giornata cosi simili.

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