Juventus, Paulo Dybala: “lo strano caso del dottor Jekyll e mr Hyde”?

Pubblicato il autore: Giacomo Garbisa Segui

Dybala, tripletta contro il Sassuolo

Chissà quale appellativo avrebbe tirato fuori l’Avvocato Gianni Agnelli. Fine cultore del gioco del calcio e innamorato numero uno della sua Juventus e dei suoi numeri 10, da Sivori a Platini, da Baggio e Del Piero. All’Avvocato piaceva attribuire soprannomi a tutti i più grandi calciatori passati per i bianconeri: da Raffaello Roberto Baggio a Pinturicchio Alessandro Del Piero. Ma anche “il bello di notte” Zibì Boniek, così definito per la sua capacità di rendere soprattutto nelle partite di Coppa che si giocavano di sera.

Prendendola alla larga si arriva al dunque: Paulo Dybala chi sarebbe per l’Avvocato? Anche l’argentino veste da questa stagione la 10, anche l’argentino è dotato di classe sopraffina, ma l’argentino – come tutti i grandi giocatori e potenziali fuoriclasse – coi suoi soli 23 anni (15 novembre 1993) si sta ancora “formando”. Per dirla con l’Avvocato, Dybala oggi non è ancora “bello di notte”, ma “di giorno è uno che fa la differenza”. Perché in serie A, arrivato alla terza stagione in bianconero, Paulo Dybala spacca le partite.

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Chiedere al Sassuolo, ma prima degli emiliani al Cagliari, al Genoa e al Chievo. Quattro partite di campionato, sempre a segno, 8 gol complessivi che gli valgono il comando provvisorio della classifica cannonieri, due triplette che gli hanno permesso di portarsi a casa il pallone. Dybala in questo inizio di stagione è già arrivato a 10 gol in cinque gare perché, agli 8 di campionato, si aggiungono i due di Supercoppa contro la Lazio, quando pressoché da solo ha rimesso in piedi una serata gettata poi alle ortiche dalla Juventus.

I numeri incoronano l’argentino: in bianconero Dybala ha giocato 100 partite e segnato 52 reti sfornando pure 18 assist, numeri da campione. Ma la vita dei campioni è sempre difficile perché la critica è sempre dietro l’angolo e spesso impietosa. “Dybala fa la differenza in campionato ma in Champions League non incide” è il tormentone che, dopo la batosta di Barcellona, è risuonato da tutte le parti. Come se davanti ci fosse un nuovo “strano caso del dottor Jekyll e mr Hyde”, capace di diventare stella in campionato ma ancora acerbo in Champions League. Certo i paragoni con Lionel Messi non aiutano e lo stesso Dybala, dopo il roboante 3-1 di Sassuolo, è stato netto nell’allontanarli: “Subito dopo la sconfitta di mercoledì a Barcellona eravamo già concentrati su questa gara col Sassuolo, dobbiamo continuare a vincere e andare avanti così. Messi? Nessun paragone. Lui ha fatto davvero la storia. Io sono io, lui ha fatto cose che mai nessuno è riuscito a fare prima“.

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Messaggio chiaro. Messi è Messi, Dybala è Dybala, il resto sono solo chiacchiere. Riguardando la sfida contro i neroverdi i colpi della Joya sono da fuoriclasse, ma la sensazione è che Dybala stia crescendo anche dal punto di vista caratteriale e di leadership in campo. Anche nell’egoismo quando, invece di passare palla al compagno in miglior posizione, decide di provare comunque la giocata personale. Tutti passaggi di una crescita che, ad appena 23 anni, può proseguire senza fretta perché avercene di Dybala… Del resto lo ha pensato pure il Barcellona in estate cercando di portare Dybala proprio in blaugrana, pur avendo in squadra Lionel Messi…

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