Juventus Torino, prova di forza dei bianconeri. E di Massimiliano Allegri

Pubblicato il autore: Giacomo Garbisa Segui
Allegri

Higuain escluso nel derby col Torino. Scelta tecnica che ha premiato Allegri

Massimiliano Allegri si è preso la Juventus. Lo ha fatto coi risultati, ossia tre scudetti di fila, una Supercoppa italiana, tre Coppe Italia e due finali di Champions League, ma anche con le scelte tecniche. Arrivato fra mille perplessità per sostituire l’idolo Antonio Conte sulla panchina più importante d’Italia (il riferimento va al numero di titoli vinti in patria), il livornese è stato accolto da grande scetticismo. Il primo anno si è detto “Ha vinto lo scudetto sfruttando il lavoro di Conte“; il secondo “Vabbeh, la Juve era la più forte” senza forse soffermarsi troppo sull’incredibile rimonta dopo il ko 1-0 di Sassuolo del 28 ottobre 2015 che ha dato il la al trionfo dei record con 24 vittorie in 25 partite, raccogliendo 73 punti su 75; il terzo, l’anno scorso, anche gli scettici hanno riconosciuto la mano di Allegri che, nella svolta tattica del 4-2-3-1 ci ha messo tantissimo del suo nel tricolore bianconero.

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E quest’anno Massimiliano Allegri ha iniziato imprimendo il proprio marchio. Al netto della sconfitta in Supercoppa con la Lazio – la Juventus era riuscita a girare la partita prima della rete in extremis di Murgia – e del 3-0 di Barcellona all’esordio in Champions – le assenze bianconere non erano trascurabili e sui primi 45′ della Juventus non c’è nulla da ridire – il tecnico ha imposto le proprie idee. Anche rischiando. Prima lanciando da titolare il giovanissimo 20enne Rodrigo Bentancur, ragazzo di personalità ma, a quell’età, il rischio di fare una figuraccia e bruciarsi è dietro l’angolo; poi nel derby Juventus Torino lasciando a sorpresa in panchina Gonzalo Higuain. Mister 94 milioni di euro, dato titolare fino a qualche ora prima del derby, si è limitato a guardare i compagni strapazzare 4-0 i granata (è entrato a 10′ dalla fine sul 3-0 ma la Juventus ha ottenuto la sesta vittoria di fila in campionato senza l’apporto del suo bomber).

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Higuain in panchina? E’ stata una scelta tecnica” ha confermato nel pre derby l’amministratore delegato Giuseppe Marotta. Come a dire: Allegri è il nostro allenatore, lui ha carta bianca in tutte le decisioni tecniche e noi dirigenti non mettiamo becco. Questa, negli anni, è stata la forza della Juventus e questa “libertà” è anche la forza di Massimiliano Allegri, che ha avuto bravura e merito di conquistarsela sul campo coi risultati. “Higuain non deve piangersi addosso, i gol arriveranno. Sono momenti che passano” aveva detto il tecnico in settimana cercando di togliere pressione sull’argentino. “Questa sera l’ho lasciato fuori perché in stagione ci saranno tante partite e davanti sono tutti forti. Ma Gonzalo deve anche recuperare serenità, vuole sempre segnare e ogni tanto capita che la rete non arrivi. Ma lui è un giocatore importante e l’ha sempre dimostrato” ha ribadito Allegri dopo Juventus Torino.

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La sostanza è che lasciare fuori Higuain – l’argentino era già rimasto in panchina in passato ma farlo ora ha un peso specifico – è un segnale molto forte lanciato da Allegri. Il Pipita con la maglia bianconera ha segnato 34 gol in 63 presenze complessive e resta l’attaccante più pericoloso della Juventus. Ma se si dispone di un parco punte come quello bianconero coi vari Dybala, Mandzukic, Douglas Costa, Cuadrado, Bernardeschi e in attesa di Pjaca, la concorrenza lievita e Allegri in Juventus Torino forse ha voluto anche lanciare un segnale… La mossa per ora ha pagato.

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