L’eccezionalità del tifoso interista (medio)

Pubblicato il autore: Alessandro Pallotta Segui

Dopo quattro vittorie consecutive (Fiorentina, Roma, Spal e Crotone), la nuova Inter di Luciano Spalletti ferma la propria striscia di vittorie consecutive, pareggiando a Bologna, grazie ad un rigore molto dubbio concesso dall’arbitro Mariani e confermato dal Var, realizzato da Mauro Icardi. Ora la classifica per i nerazzurri recita un terzo posto a 13 punti, subito dietro a Napoli e Juventus che possiedono 15 punti e inseguiti da Milan, Torino e Lazio che hanno rispettivamente 12, 11 e 10 punti. Quella dell’Inter è stata tutt’altro che una bella prestazione, i nerazzurri sono apparsi lenti, macchinosi e dotati di poca fantasia e brillantezza, soprattutto a centrocampo, centro nevralgico del gioco di Luciano Spalletti. Proprio il ‘guru di Certaldo’ ha così parlato del match contro il Bologna:«Ci è mancata quella faccia tosta che serve per vincere, o provare a vincere, certe partite: nel primo tempo non abbiamo fatto bene, nella ripresa qualcosa di positivo si è visto. Forse se avessimo fatto gol dopo nemmeno un minuto la gara sarebbe stata diversa…»

Leggi anche:  Probabili formazioni Inter Bologna: esordio dal 1' per Dumfries?

Come si può leggere nelle sue dichiarazioni, l’ex tecnico della Roma non è soddisfatto dell’ultima uscita della squadra anzi, ha anche richiamato i suoi sottolineando che c’è bisogno di maggiore “tigna” in campo per poter vincere certe partite. D’altro canto, il tecnico nerazzurro non si lascia andare a esagerati allarmismi per un pareggio ottenuto su un campo difficile come quello romagnolo. Allarmismi eccessivi che, invece, stanno accompagnando in questi giorni, il tifoso interista medio: si è passati dal “salutate la capolista”, “se la fortuna è dalla nostra parte quest’anno vinciamo il campionato”, “Spalletti è un genio” a “Quest’anno già tanto se andiamo in Europa League”, “Dove dobbiamo andare con questa squadra?”, “Spalletti non è allenatore da Inter”.

Il calcio è forse uno degli sport più discussi e malleabili di sempre, ma può una sola partita cambiare il giudizio di circa tre mesi di un ottimo lavoro che ha portato fino ad ora 13 punti su 15 disponibili? La verità la si può trovare nel mezzo, non si deve essere né troppo “positivi” né troppo “nichilisti”: l’Inter è ancora un cantiere aperto, ed è molto presto per dare dei giudizi.  La squadra di Spalletti  ha mostrato idee chiare, sprazzi di buon gioco e creazione di molte palle goal contro Fiorentina, Roma (negli ultimi 30 minuti) e Spal, ma che ha trovato difficoltà di carattere tecnico- tattico contro la Roma (per circa 70 minuti), con il Crotone e a Bologna. Un famoso detto popolare recita “Roma non è stata costruita in un giorno”, quindi si può dire che anche la Milano nerazzurra deve avere un minimo di tempo e la giusta fiducia per porre le basi per una squadra competitiva che lotti per le posizioni più alte della Serie A. Ora l’Inter ha subito l’occasione per riscattarsi, in quanto il calendario prevede, prima del derby contro il Milan, la sfida casalinga contro il Genoa e quella non proibitiva in casa del Benevento. Insomma, per un ‘mezzo passo falso’ non bisogna rovesciare tutto un duro lavoro estivo e, parafrasando le parole di una canzone di un tifosissimo nerazzurro, Luciano Ligabue, “il meglio deve ancora venire!”.

  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: