Mercato Fiorentina Corvino: “Vi racconto come è andata”

Pubblicato il autore: Paolo Mugnai Segui


Conferenza stampa del direttore generale dell’area tecnica Pantaleo Corvino, insieme a lui presente il direttore Carlos Freitas. Dalla sala stampa Manuela Righini dello stadio “Artemio Franchi”, racconta come è andato il mercato della Fiorentina.  11 acquisti per la prima squadra, 9 per la formazione Primavera e 32 cessioni.  38,25 milioni di attivo secondo la “Gazzetta dello Sport”, dietro solo alla Lazio.
“Sono stati mesi impegnativi” – esordisce Corvino – “Tante cessioni per dare la possibilità ai giovani di misurarsi da altre parti. Altre cessioni le possiamo chiamare eccellenti, abbiamo preso atto del loro ‘basta’ sincero nei nostri confronti, altri lo sono stati un po’ meno, per cui siamo dovuti passare alla campagna acquisti. Come acquisti, 11 guardano al presente, gli altri 9 al medio e lungo periodo. Sono state strategie per cominciare un nuovo ciclo. Quando un’azienda programma deve avere conto del presente ma anche del futuro. Noi ci siamo sempre caratterizzati per questo. Delle 32 cessioni, il 75% dei ricavi è stato reinvestito mentre il 25% servirà per il comparto aziendale, nel cercare di mantenere una rosa di qualità, tenendo conto di certi obiettivi, a cominciare da un tecnico affidabile, italiano, di costruzione, riconosciuto da tutti di livello importante. Abbiamo anche avuto l’obiettivo di italianizzare la rosa, cercando di tenere una media di età molto più bassa e rimanendo nei parametri di certi ingaggi per non dovere partire da – 38 milioni come accaduto. Su questi obiettivi abbiamo lavorato instancabilmente. Lo diciamo non per cercare benevolenza ma facendo del nostro meglio, per una rosa nel medio e lungo termine competitiva in Italia e possibilmente nel futuro anche in Europa. Dal mese di settembre il comparto sportivo avrà a supporto mio e di Freitas un responsabile scouting, Gianluca Comotto.
Domanda: Quando avete deciso questa rivoluzione?
Risposta: Abbiamo avuto più di qualche elemento per decidere di cambiare pagina. Il primo, la stagione passata. Il secondo, quando abbiamo cominciato a pensare al futuro per ripartire con un nuovo ciclo. Se parto dal mio capitano che è scadenza ma dietro alla mia proposta di 2 milioni 700 mila più bonus non viene accettata allora ci siamo guardati in faccia con la proprietà e abbiamo capito che non era possibile ripartire con chi si pensava. Tenendo conto anche di dare nuove motivazioni a un gruppo.
Domanda. Ripensando a quanto detto l’anno scorso, si può ancora vincere a Firenze?
Risposta. Ho capito durante l’anno che era meglio cambiare quel gruppo, quindi bisognava ripartire con un gruppo nuovo, vero che in diversi se ne sono voluti andare anche se noi li volevamo tenere ma ci sono altri che sono voluti rimanere come Sportiello, Astori, Badelj, Chiesa, Babacar e a questi giocatori noi ne abbiamo aggiunti altri, come i centrali difensivi, i francesi, Benassi, in attacco un giocatore desiderato da tutti come Simeone. Non ho il prosciutto davanti agli occhi. Capisco che per certi ruoli si poteva migliorare ma è davvero difficile in quei ruoli. Può essere un gruppo di partenza con delle fondamenta importanti per il futuro, lo dirà il campo.
Domanda a Freitas su Gaspar.
Risposta.
Quello che è già in grado di dare a livello offensivo lo darà anche a livello difensivo.
Vero che tanti giocatori hanno rifiutato di venire a Firenze?

Risposta. La Fiorentina non ha perso appeal, ma un certo mercato dove noi siamo dentro. Il mercato tedesco, inglese, spagnolo per alcune squadre hanno appeal. Quello italiano solo per qualche squadra nel pieno del proprio ciclo. Milan e Inter si sono aggiunte ma l’appeal non l’ha perso la Fiorentina ma il mercato italiano. Nella campagna acquisti abbiamo tenuto conto in particolare di alcuni paesi, quest’anno con lo scouting ci siamo rivolti al mercato francese e portoghese, nell’est solo quattro calciatori tra cui Milenkovic, per cui le nostre scelte sono figlie di questa nostra visione.
Domanda. Perché non è stato reinvestito il 25%?
Risposta.
La visione del calcio in questa fase è cambiata, è come un’azienda e come tale va gestita, tenendo conto di tutte le sue parti ovvero il comparto aziendale deve essere sostenuto da quello sportivo. Le spese per i giovani sono rivolte al futuro. Per il presente abbiamo preso quegli undici giocatori. I 9 milioni di Sanchez, Cristoforo, Olivera vanno sul bilancio di quest’anno.
Domanda per Freitas. C’è un rimpianto?
Risposta.
Ogni persona che lavora in questo mestiere vorrebbe portare Messi o Ronaldo ma non è possibile a Firenze… Abbiamo comunque lo sforzo per rendere la squadra più competitiva possibile, nell’arco del tempo daremo soddisfazione alla piazza.
Domanda. I rinnovi di Badelj e Chiesa?
Risposta.
Ogni momento della stagione ha le sue scadenze. Penseremo anche a questi altri aspetti.
Domanda. A quel 25% non dovrebbe pensare la proprietà?
Risposta.
  La Fiorentina come entrate ha sui 90 milioni di euro, quindi non dobbiamo fare debito.
Domanda. Come mai il mercato è stato fatto in tempi così in ritardo?
Risposta.
Questa è una stortura del calcio, tenere a galla il calcio mercato a campionato iniziato. Mette in difficoltà non solo gli allenatori ma anche noi addetti ai lavori, e riguarda non solo la Fiorentina ma tutte le squadre. Anche i grandi club hanno dovuto aspettare gli ultimi giorni per completare la rosa. Noi poi siamo stati condizionati da alcune cessioni. Abbiamo investito 16 milioni per Simeone anche se ancora non avevamo ceduto Kalinic.
Domanda. La squadra è competitiva? Siete soddisfatti?
Risposta.
Pensiamo anche al futuro, ringiovanire e italianizzare la rosa, per essere competitivi nel medio-lungo termine.
Domanda per Freitas. Perché Diks non è stato ritenuto pronto per la Serie A?
Risposta.
In Olanda tutte le punte sono candidate alla scarpa d’oro, questo significa che per Diks è stato giudicato corretto mandarlo in Olanda per poi farlo ritornare.
Domanda. Per la prima volta nell’era Della Valle, la competitività della Fiorentina è ridimensionata, tra il sesto e dodicesimo posto. Quanto tempo ci vorrà per ritornare a quel livello precedente?
Risposta.
Come società non siamo diversi sotto certi punti di vista. Noi che lavoriamo e la proprietà abbiamo a cuore la Fiorentina come il tifoso. Per quei giocatori che dicono basta per andare in un grande club, dobbiamo tenerne conto.
Domanda. Quante difficoltà ha creato la messa in vendita della Società?
Risposta.
Quante volte ho sentito vicina la mia proprietà quest’anno, Diego Della Valle soprattutto, non era mai capitato gli anni passati, questo a dimostrazione di quanto hanno a cuore la Fiorentina. Siamo ripartiti da chi si sentiva addosso la maglia, è la dimostrazione che la proprietà ha ancora a cuore le sorti viola, lo dimostra l’investimento di 16 milioni su Simeone e quei 9 milioni su tutti quei giovani. Si poteva prendere un grande nome agli ultimi colpi e invece abbiamo fatto degli investimenti a medio – lungo termine.
Domanda. L’obiettivo?
Risposta.
Vediamo strada facendo questo gruppo per modellarlo poi nel mercato invernale.
Domanda per Freitas. Di quali grandi sforzi sta parlando?
Risposta. Non intendo quello economico, intendo il fatto di convincere un giocatore a venire a Firenze.
Domanda. Il progetto dei Della Valle è sportivo o economico?
Risposta.
Stiamo ripartendo per un altro ciclo, con un allenatore italiano importante e italianizzando la rosa, abbiamo tenuto giocatori importanti, affiancando a questi altri di valore. Stiamo mettendo le basi. La società ha investito su Benassi, Simeone e tanti giovani. La nostra proprietà ha a cuore la viola, come me. Ripartiamo tutti insieme. Il mio contratto non è importante, faccio questo lavoro da 42 anni, sento ancora tanta energia e passione, non so quando il mio viaggio finirà. Se non si è arrivati in Europa per tre punti non è stato per colpa mia, ma perché disuniti.

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