Milan – Roma: passato, presente e futuro dell’aeroplanino Montella

Pubblicato il autore: Ivan Aiello Segui


Incontrare la Roma per Vincenzo Montella non è mai una partita come le altre. Nella Capitale ha conquistato i suoi unici trofei da calciatore ed è entrato a buon titolo nel cuore di una delle tifoserie più calorose e appassionate d’Italia anche grazie ad uno strepitoso poker rifilato ai cugini laziali nel derby stravinto per 5-1 dalla Roma nella stagione 2001/2002 (stabilendo, tra l’altro, il record di gol in un derby in una singola partita).
Insieme all’amico e capitano Francesco Totti e al re indiscusso dei bomber della serie A di quegli anni Gabriel Omar Batistuta, sotto la guida di Fabio Capello, ha formato uno dei tridenti d’attacco più forte, completo e spettacolare che si sia mai visto negli ultimi vent’anni nel nostro campionato. Sebbene per le scelte tecniche di mister Capello sia stato spesso l’alter ego di Marco Delvecchio nel tridente offensivo, è diventato anche lui uno degli artefici della cavalcata trionfale verso il terzo scudetto della storia romanista nel 2000/2001 (a cui poi seguì poi la vittoria della Supercoppa Italiana nella finale contro la Fiorentina nel mese di agosto: ovviamente, lui segnò).
“Che mondo sarebbe senza Montella” (che riprendeva lo slogan di una famosissima crema alla nocciola) era uno degli stendardi a lui intitolati e perennemente presente in tutti gli stadi d’Italia. “Montella, prima insacca e poi decolla” era invece una strofa di un brano scritto da un rapper romano e romanista per celebrare la vittoria dello scudetto, in cui, chiaramente, si faceva riferimento alla sua tipica esultanza, il suo marchio di fabbrica: l’aeroplanino, partito da Genova (da entrambe le sponde della città ligure) e atterrato a Roma dopo esser decollato oltre 200 volte in carriera.
Sulla panchina della squadra giallorossa si è anche seduto da allenatore, quando nella stagione 2010/2011, a soli 36 anni, venne chiamato per sostituire il dimissionario Claudio Ranieri mentre muoveva ancora i primi passi da allenatore nella categoria Giovanissimi della Roma.
Dall’erba del campo alla panchina delle giovanili, dalla panchina delle giovanili alla prima squadra. Il tutto in meno di due anni.
E questo è il passato che lega l’aeroplanino alla Roma.
Il presente che lo unisce alla Capitale e alla squadra giallorossa si chiama invece “Milan – Roma, posticipo della settima giornata di campionato di seria A 2017/2018”. Il luogo è lo stadio Giuseppe Meazza di Milano e l’appuntamento è fissato per domenica 1 ottobre alle 18,00. E l’aeroplanino Montella, nel presente, è l’allenatore del Milan, uno dei club più titolati al mondo.
Il presente ce li propone (nuovamente) come avversari e ci descrive una situazione non esattamente serena. Il suo Milan ha fatto una campagna acquisti sontuosa, come non si vedeva dagli anni d’oro del presidentissimo Silvio Berlusconi. 200 milioni di euro sono stati messi sul piatto per allestire una squadra di vertice che, però, al momento non sembra assolutamente tale.
Montella soffre in campionato, dove ha già rimediato due sconfitte, una delle quali, anche molto pesante, proprio dai suoi ex nemici laziali che fece piangere da calciatore. In Europa vince, ma non convince (per niente), e la sfida di domenica sera contro la “sua” Roma suona per molti (addetti ai lavori e non) già come un ultimatum per il tecnico di Pomigliano d’Arco. Il futuro, quindi, dell’aeroplanino dipenderà moltissimo dal presente.
E siccome la sorte, si sa, è dotata di un enorme senso dell’ironia, al futuro di Montella e del Milan si sta intrecciando da alcune ore anche il nome di un altro grande del passato di Roma e Milan che si è appena liberato da alcuni impegni: si tratta di un certo Carlo Ancelotti.

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