Milan, Yonghong Li cerca nuovi investitori e prova a rifinanziare il debito con Elliott

Pubblicato il autore: William Truppi Segui
Yonghong Li

Il presidente del Milan, Yonghong Li

Yonghong Li è alla ricerca di altri investitoi che possano confluire nella dirigenza finanziaria del Milan.
La notizia è una di quelle che fa rumore, sopratutto visti i recenti pareri dell’opinione pubblica (caso Ilaria D’Amico su tutti) sulle esorbitanti spese che il duo Fassone-Mirabelli hanno operato in questa sessione di mercato ma che non lascia totalmente stupiti viste anche le ovvie difficoltà per la realizzazione del closing.
L’indiscrezione giunge dall’autorevole agenzia di stampa Reuters che, però, non ha avuto modo di contattare direttamente gli interessati della vicenda. La stessa Reuters motiva questa ricerca nel tentativo di risolvere quelle che sono le problematiche finanziarie più impellenti per il club rossonero.

Innanzitutto, il debito con Elliott. Il fondo di investimento americano, a carattere speculativo, ha permesso ed assicurato il capitale necessario per la conclusione del closing con circa 180 milioni di euro. Inoltre, altri 128 milioni sono stati elargiti per permettere la faraonica campagna acquisti svolta dai rossoneri in questa sessione di mercato estiva ed il pagamento dei debiti con le banche. Il problema, con conseguente preoccupazione di Yonghong Li, è dovuto dal fatto che questo prestito, insieme ai relativi interessi maturati al 10%, dovrà esser restituito entro ottobre 2018.

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L’altro obiettivo del presidente rossonero è quello di far entrare il Milan all’interno del mercato borsistico cinese, terreno nel quale non sono ancora ammessi gli investimenti effettuati all’estero. In questo modo, grazie alla presenza di altri investitori, ci sarebbe la concreta opportunità di generare maggiori introiti ed evitare chiusure “in rosso” sul bilancio societario.

Sempre secondo Reuters, sembra quasi pronto l’intervento da parte di Goldman Sachs e Merrill Lynch per il rifinanziamento, ipotizzando anche uno scenario in cui, dopo i dovuti accorgimenti del governo di Pechino, altri gruppi di investitori cinesi potrebbero acquistare porzioni del pacchetto azionario milanista.

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