Nazionale, talento italiano cercasi per Ventura

Pubblicato il autore: Lorenzo Rossini Segui

Si è vista la differenza di condizione e di qualità“. Questa l’ammissione del CT azzurro, Ventura, a fine partita, quasi arrendevole davanti al dominio della Spagna nel match disputato sabato scorso a Madrid e vinto 3-0 dalle Furie Rosse.

Come sempre, dopo ogni sconfitta così evidente ed a tratti umiliante, è partita la ricerca al colpevole. Giocatori, allenatore, federazione, a turno ognuno è stato pesato e misurato sulla bilancia del giudice più “spietato“: il pubblico. Già, il pubblico. Non la stampa, non gli opinionisti, ne tanto meno ex giocatori ed esperti. Il pubblico, com’è giusto che sia, ha un peso notevole e più importante di qualsiasi esperto o giornalista. D’altronde chi paga il biglietto dovrà pur avere il diritto di esprimere il proprio giudizio.
Chi sarà stato dunque il vero colpevole?
Immaginiamo quindi di trovarci in un bar, con la nostra birra fresca e i quotidiani sportivi aperti sul tavolo, alla ricerca del responsabile della disfatta di Madrid. Qualcuno tirerà fuori il nome del CT; l’allenatore è sempre il primo ad essere accusato, per la formazione, per il modulo, per i cambi fatti o non fatti, insomma una lunga serie di argomenti da trattare e su i quali ragionare. Una volta terminati e sviscerati tutti i capi d’imputazione di Ventura, qualcuno dall’altra parte del tavolo inizierebbe a tirare in ballo i principali protagonisti di sabato sera; i calciatori. Anche per loro ci si può sbizzarrire con le “accuse“, tiri, passaggi, marcature, decisioni discutibili ed eventuali dubbi sulla qualità tecnica degli stessi. Insomma anche per loro ci sarà un bel pò da discutere. Di seguito, qualcuno più ambizioso, farebbe il nome di Tavecchio, mettendo sul tavolo tutte le colpe imputabili ad un’organo come la FIGC, partendo dalla scelta del CT fino ad arrivare all’organizzazione dell’intera federazione e dei campionati di Serie A, B ed inferiori.

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Alla fine della fiera ognuno avrà trovato il suo colpevole, sicuro della sua idea se ne tornerà a casa con una sola certezza; così non va. Così si corre il rischio di fare un altro mondiale, spareggi permettendo, non all’altezza. Il calcio italiano è da sempre catalogato come uno dei più importanti, non può quindi correre il rischio di non essere presente ad un campionato mondiale. Una nazionale come quella italiana dovrebbe arrivare a questo punto delle qualificazioni con la certezza di essere tra i protagonisti, sfruttando gare come quella di martedì sera con Israele per perfezionare i meccanismi ed integrare magari qualche giocatore meno esperto, in modo tale da renderlo abile e arruolabile per l’inizio del mondiale.
Infine alla lista degli imputati andrebbero aggiunti i club di serie A, che preferiscono i talenti esteri a quelli italiani. Vengono spesi ogni anno milioni di euro per ragazzi provenienti da tutto il mondo. Ben venga ovviamente l’integrazione e il valore aggiunto, ma spesso si rivelano semplici promesse, come quelle presenti nelle nostre primavere. I nostri giovani non possono essere mandati, con rispetto parlando, sempre in club minori. I ragazzi hanno bisogno di allenarsi con chi è più esperto, hanno bisogno di confrontarsi con il calcio europeo sin da subito, solo in questo modo si creano potenziali talenti in casa, da poter poi portare in futuro ad un mondiale o ad un europeo. Il calcio italiano deve fare assolutamente qualcosa colmare il divario con nazionali più attrezzate.
Divario che sabato sera è stato messo davanti agli occhi di tutti.

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